........attendi qualche secondo.

#adessonews solo agevolazioni personali e aziendali.

per le ricerche su Google, inserisci prima delle parole di ricerca:

#adessonews

Siamo operativi in tutta Italia

 
YouTube player

liberacronaca2 #adessonews

da Italia bene comune di pochi

LIBERO FOGLIO ONLINE

del COMUNE DI STAZZEMA E DELL’ ALTA VERSILIA

(“Storia, Arte, Tradizione, Politica, Informazione” )

#UnmifermoSalviamolachiesadeimartiridimulinadistazzema .

Dal numero 1536 qualunque e-mail pubblicata sul BLOG liberacronaca2 sarà seguita da nome, cognome del soggetto che l’ha inviata e da questa precisazione:

1) IL BLOG non si assume nessuna responsabilità in ordine alla veridicità delle comunicazioni.

2) Ciò non ci esime eventualmente dall’ intervenire su quanto riteniamo pregiudizievole.

3) E’ assicurato il diritto di replicare.

4) Evitare le offese, il turpiloquio, le ingiurie alla razza/sesso/religione e il ricorso al linguaggio che violi la legge italiana, istighi a delinquere, alla violenza, alla diffamazione, ecc…

PER QUANTO PREMESSO

il BLOG liberacroanaca2 non potrà essere ritenuto responsabile per eventuali commenti lesivi dei diritti di terzi.

NB: Qualora il giornaliero link di Libera Cronaca che inviamo non giunga a destinazione, si può accedere al balogi attraverso Google scrivendo  semplicemente liberacronaca2 unitamente alla data e poi cliccare.

Giuseppe Vezzoni

giuseppevezzoni@gmail.com

INTERVENTO DEL SINDACO LORENZO ALESSANDRINI IN MERITO ALLE GRAVI CRITICITÀ DEI CORSI D’ACQUA

Seravezza – “La prima gallina che canta ha fatto l’uovo”, dice un proverbio. Se sulla situazione del fiume un mio predecessore si è sentito toccato sul vivo dalle mie parole, mi dispiace sinceramente per lui, ma non ci posso far niente.

Il capoluogo oggi non è più in sicurezza, mentre subito dopo l’alluvione lo era, quindi è bene evidenziarlo, perché da ora in poi sarà necessario intervenirvi e pesantemente. Per questo mi sto coordinando d’urgenza col Genio Civile per trovare una strategia efficace e operativamente rapida. Forse era bene farlo prima.

Non mi pare che la citazione che Neri fa di interventi fatti in passato sulla strada della montagna o sulla piazza Carducci sia molto utile e nemmeno pertinente col tema del fiume, così come citare il ruolo di professionisti che non c’entrano niente con le responsabilità istituzionali e di protezione civile, che sono tutte del sindaco.

I fatti parlano chiaro: dopo solo venti anni dai lavori di messa in sicurezza, il fiume è di nuovo malmesso, fortemente. Il condotto sotterraneo secolare che porta via l’acqua da Seravezza è stato danneggiato dai massi, si sono aperte delle falle, e il “fognone” ha perso la sua funzione, ma in questi anni nessuno sembra essersene accorto nonostante la cosa sia visibile anche a occhio nudo dalla passerella dei Carabinieri.

Lo scivolo di massi del Puntone è stato completamente disfatto dalle piene, così che ora l’acqua corre più veloce e fa ulteriori danni.

Non mi risulta che qualcuno abbia segnalato il problema emergente per correre ai ripari quando si era ancora in tempo. I danni adesso sono ingenti, l’acqua ha scavato dappertutto sotto le sponde, e gli interventi di messa in sicurezza costeranno molto cari.

Lo stesso problema di incuria l’ho registrato nella piana di Querceta. Il Piano Paris di messa in sicurezza del Versilia dopo l’alluvione, prescriveva alleggerimenti dei materiali litoidi almeno biennali. Sono stati fatti? Chi si è interessato in questi anni presso il Genio Civile affinché l’officiosità dell’alveo fosse mantenuta? Oggi, con la siccità, vediamo tutti gli effetti di questi mancati interventi.

Insomma, non mi pare di aver detto niente di strano sollevando il problema di un fiume che è tornato insicuro. Se qualcuno ha la coda di paglia non posso farci niente.

Lorenzo Alessandrini, sindaco di Seravezza

Re: Officiosità (funzionalità idraulica)

Da Ufficio stampa comune di Seravezza

Elisabetta lo Iacono,addì 4.8.2022

GABRIELE E ALESSANDRO, SLALOM A LIETO FINE FRA LE PIEGHE DELLA BUROCRAZIA

La data scelta e fissata, gli inviti in partenza, i documenti pronti… anzi, no.

Pietrasanta_ Tanto che, a meno di 30 giorni dall’atteso evento, tutto rischia di saltare per qualche contorsionismo burocratico di troppo. Ma, stavolta, l’aiuto arriva proprio dalla pubblica amministrazione e così Gabriele e Alessandro, 31 e 38 anni, il 1° settembre potranno unirsi civilmente in Municipio a Pietrasanta.

A voler raccontare l’agognato lieto fine è proprio il 31enne originario di Roma ma, da anni, residente a Marina e attualmente in forza ai servizi sociali del Comune di Pietrasanta. “A maggio – spiega Gabriele – ci confrontiamo con lo Stato Civile e iniziamo a raccogliere tutti i documenti richiesti, incluso l’atto di nascita che, a me, deve rilasciare l’Anagrafe di Roma”. E qui nasce l’inghippo: la richiesta di Gabriele entra in una spirale di telefonate, indirizzi di posta elettronica non corretti, pec inviate senza risposta e spiegazioni variamente articolate, ma mai risolutive, fornite dagli uffici della Capitale. Tanto che, preso dallo sconforto, a fine luglio Gabriele confessa ai colleghi che l’unione con Alessandro, probabilmente, è destinata a non essere celebrata.

A questo punto – prosegue il giovane – è successa una cosa che non mi aspettavo, almeno non in questi termini. C’è stata un’autentica mobilitazione fra ufficio scuola, polizia municipale, Anagrafe e i colleghi dei servizi sociali di Pietrasanta che hanno cercato un modo di risolvere l’impasse e riuscire, così, a procurarmi l’atto mancante”.

La situazione si è sbloccata mercoledì e domani (venerdì 5 agosto) è stato finalmente fissato l’appuntamento per la redazione dei verbali: “A nome mio e di Alessandro – continua Gabriele – voglio esprimere la più profonda gratitudine a tutti coloro che hanno preso a cuore la nostra vicenda. Un grazie speciale a Ilaria Lucchesi, all’assessore Tatiana Gliori e al comandante Giovanni Fiori, che non hanno mai mollato e ci sono rimasti sempre vicini. E un messaggio per tutti coloro che lamentano inefficienza e distanza della pubblica amministrazione: è vero, le difficoltà ci sono e ne sono testimone; ma ci sono anche tante persone, come qui a Pietrasanta, con un gran cuore, pronte a mettere al servizio degli altri il loro sapere, il loro tempo e la loro esperienza ben oltre le ‘prescrizioni’ del contratto. Non finiremo mai di ringraziarli per quello che hanno fatto per noi”.

Ufficio Stampa & Relazioni Esterne

Giada Menichetti, addì 4.8.2022

COME CAMBIA LA VIABILITÀ NEI GIORNI DEL MEDICEO LIVE FESTIVAL DIVIETI DI TRANSITO, DI SOSTA E DEVIAZIONI

I provvedimenti in vigore il 4, 5, 8 e 9 agosto .Servizio navetta gratuito dal parcheggio del terminal ferroviario di Querceta

Seravezza– Modifiche alla viabilità in concomitanza con il Mediceo Live Festival, in programma stasera (4 agosto), domani (venerdì) e ancora lunedì 8 e martedì 9 nell’area di Palazzo Mediceo a Seravezza.

Il comandante della Polizia Municipale, Mauro Goduto, ha firmato un’ordinanza con la quale si modifica la circolazione in tutta l’area. Questi i provvedimenti adottati: nel parcheggio di Palazzo Mediceo e nella via di accesso allo stesso è istituito un divieto di transito e sosta con rimozione forzata, eccetto autorizzati, dalle ore 9 di oggi (giovedì) all’una di sabato 6 agosto e dalle ore 9 di lunedì all’una di mercoledì 10 agosto.

In via del Palazzo e in via Leonetto Amadei è istituito il divieto di sosta con rimozione coatta dalle ore 18 alle ore 24 dei giorni 4, 5, 8 e 9 agosto. Le suddette strade sono interessate dal divieto di transito per tutti i veicoli, eccetto autorizzati, dalle ore 19 alle 24 dei giorni del Festival, salvo modifiche imposte da esigenze organizzative.

Alla luce di questo divieto, il transito viene deviato – dalle ore 19 alle 24 dei giorni di Festival – su via Lombardi con senso unico alternato che sarà disciplinato con semafori tra l’intersezione con piazza Ponte Nuovo/Via XXIV Maggio (presso il negozio Settebello) e il lato mare del parcheggio Conad. Per questa ragione, su entrambi i lati di via Lombardi, nel tratto compreso tra via Circonvallazione e via XXIV Maggio, vige il divieto di sosta con rimozione forzata dalle ore 18 alle 24 dei giorni 4, 5, 8 e 9.

Per agevolare il raggiungimento dell’area Festival, l’organizzazione attiverà nelle quattro serate un servizio navetta gratuito che partirà dall’area parcheggio del terminal della stazione ferroviaria di Querceta. Questi gli orari delle corse di andata e ritorno nelle quattro serate:

4 agosto: partenza dalle 19.00 alle 21.30 / ritorno dalle 23.00 alle 24.00;

5 agosto: partenza dalle 20.00 alle 21.30 / ritorno dalle 23.00 alle 24.00;

8 agosto: partenza dalle 19.30 alle 21.30 / ritorno dalle 23.30 alle 00.30;

9 agosto: partenza dalle 19.30 alle 21.30 / ritorno dalle 23.00 alle 00.30.

Per maggiori informazioni, visita il sito web www.medideolivefestival.it o la pagina Facebbok dell’evento @mediceolivefestival.

Da Ufficio stampa comune di Seravezza

Elisabetta lo Iacono,addì 4.8.2022

“VIAREGGIO TALKS – DI CHE VIZIO SEI?”

Sabato 6 agosto alle ore 21.15 nell’ambito de “Il Palco di Maria Luisa”,  nell’omonima piazza vista mare di Viareggio, di fronte al Grand Hotel Principe di Piemonte

Per , rassegna di talkshow ‘animati’ per raccontare i sette peccati capitali al giorno d’oggi. In scena “Invidia. Guardare chi è migliore di noi. Dalla collera alla motivazione”

A idearla Maurizio Vanni, in dialogo con ospiti vari. Nell’appuntamento di sabato insieme a lui ci saranno Francesco Carmignani (violino elettrico), Marcofine (street artist), Antonella Lucii (attrice), Daniela Melchiorre (presidente Società Medico Chirurgica Lucchese), Claudio Spinelli (Università di Pisa) e Francesco Cappe’ (avvocato e manager internazionale)

Viareggio, 4 agosto 2022– Sette talk show ‘animati’, uno per ogni peccato capitale, per indagare l’attualità e il mondo di oggi con ospiti del mondo dello spettacolo, della medicina, della psichiatria, della cultura e dell’arte: è “Viareggio Talks – Di che vizio sei?”, la nuova rassegna a cura di Maurizio Vanni (storico dell’arte e museologo), che si svolgerà fino al 22 agosto nell’ambito del progetto “Il Palco di Maria Luisa”, nell’omonima piazza vista mare di Viareggio, di fronte al Grand Hotel Principe di Piemonte.

In programma sabato 6 agosto alle ore 21.15 “Invidia. Guardare chi è migliore di noi. Dalla collera alla motivazione”. Sul palco Maurizio Vanni, in dialogo con ospiti vari, ovvero Francesco Carmignani (violino elettrico), Marcofine (street artist), Antonella Lucii (attrice), Daniela Melchiorre (presidente Società Medico Chirurgica Lucchese), Claudio Spinelli (Università di Pisa) e Francesco Cappe’ (avvocato e manager internazionale)

Dice l’’ideatore Vanni: “L’invidia è uno stato d’animo velenoso e inconfessabile, corrisponde al disagio che proviamo quando usciamo sconfitti da un confronto sociale o quando desideriamo ardentemente qualcosa che non possiamo avere. Per l’invidioso la gioia altrui è frustrante. E se provassimo a trasformare l’ammirazione per gli altri in uno stimolo per crescere? Vi aspettiamo sul palco di Maria Luisa a Viareggio, come me tanti ospiti che mi aiuteranno a indagare meglio il tema del giorno. E voi, di che vizio siete?”. 

L’iniziativa – il titolo si ispira alla produzione televisiva di RAI del 1988 condotta da Gigi Proietti e Milva con la partecipazione straordinaria di Nino Frassica – vuol essere un modo ironico e impertinente che, anche attraverso analisi scientifiche, psicologiche, cognitive e artistiche, accompagnate da performance e momenti di spettacolo, porta in scena i sette peccati capitali, confrontando passato e presente, credenze sociali, e lucide e ironiche trasgressioni contemporanee. 

Il programma prosegue l’11 agosto con “LUSSURIA. Passione, erotismo e amore. Perché dover scegliere?”, 14 agosto “GOLA. Dalla voracità estetica al piacere estatico a tavola”, 17 agosto “ACCIDIA. La meravigliosa pesantezza dell’essere attori principali della nostra vita”, 20 agosto “IRA. Ragione o istinto? La rabbia e l’energia propulsiva”, 21 agosto “SUPERBIA. Dall’autorità all’autorevolezza. Il carisma del leader”, mentre la chiusura il 22 agosto sarà con “AVARIZIA. Il tempo dell’essere o lo spazio di avere?”. 

Aggiunge Vanni: “I nuovi scenari che ci aspettano dopo la pandemia da Covid-19, probabilmente i più difficili e complessi dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, ci obbligano a ripensare i modelli gestionali, le funzioni, i problemi, le necessità, ma anche le opportunità che la cultura può apportare a un territorio. La quotidianità delle persone è stata sconvolta in modo irreversibile, ma c’è un grande desiderio di ripartire, di divertirsi, di stare bene, di condividere momenti con persone che fanno parte del nostro stile di vita. In una città come Viareggio, un nuovo concept culturale di intrattenimento come vuole essere ‘Viareggio Talks’ diventa una grande opportunità di coinvolgimento e fidelizzazione nel momento in cui si concentrano sull’appagamento cognitivo, emotivo e interiore degli spettatori attraverso offerte culturali originali, divulgative e sorprendenti. L’elemento umano diventa fulcro indiscusso della nuova esperienza turistica che si concederà alla cultura se si sentirà protagonista, se riuscirà a condividerne i contenuti e a partecipare in modo attivo i format proposti”. 

Il vero obiettivo non è più la spettacolarizzazione fine a se stessa, attraverso artisti blasonati o personaggi dello star system, proiettata a un coinvolgimento una tantum, ma la fidelizzazione a un luogo che rientra nello stile di vita di un pubblico generico che desidera sentirsi nuovamente attore principale della propria esistenza. Viareggio Talks, infatti, vuole rappresentare non solo un momento di ritrovo prima o dopo cena, ma anche un modo per ripensare un ‘qui e ora’ differente rispetto al passato, ma non necessariamente meno stimolante ed emozionante per ritrovare quell’entusiasmo, quell’amore incondizionato per la vita e per le relazioni che solo la cultura raccontata in modo originale, proposta attraverso una modalità narrativa e soprattutto manifestata con un approccio interdisciplinare, può offrire”.

L’iniziativa si inserisce nell’ambito de “Il palco di Maria Luisa”, la rassegna estiva fronte mare in corso nell’omonima piazza a Viareggio, voluta dal Comune di Viareggio e resa possibile grazie alla collaborazione con la Fondazione Festival Pucciniano, la Fondazione Carnevale di Viareggio, Mo.Ver spa, Navigo, il Grand Hotel Principe di Piemonte e il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e di iCare srl.

Ingresso libero.

VIAREGGIO TALKS – DI CHE VIZIO SEI?

 ore 21.15 – Viareggio, Piazza Maria Luisa  (di fronte al Grand Hotel Principe di Piemonte)

  • 6 agosto – INVIDIA. Guardare chi è migliore di noi. Dalla collera alla motivazione
  • 11 agosto – LUSSURIA. Passione, erotismo e amore. Perché dover scegliere?
  • 14 agosto – GOLA. Dalla voracità estetica al piacere estatico a tavola
  • 17 agosto – ACCIDIA. La meravigliosa pesantezza dell’essere attori principali della nostra vita
  • 20 agosto – IRA. Ragione o istinto? La rabbia e l’energia propulsiva
  • 21 agosto – SUPERBIA. Dall’autorità all’autorevolezza. Il carisma del leader
  • 22 agosto – AVARIZIA. Il tempo dell’essere o lo spazio di avere? 

Con la partecipazione di:

LUSSURIA. Passione, erotismo e amore. Perché dover scegliere? (11 agosto)

  • Emanuele Moriconi, oboista
  • Manuela Crisanti, attrice
  • Marcofine, Street Artist
  • Angelo Argento, presidente Cultura Italiae
  • Ilaria Paoli, psicologa, psicoterapeuta e sessuologa

GOLA. Dalla voracità estetica al piacere estatico a tavola (14 agosto)

  • Alberto Bologni, violinista
  • Francesco Bargi, attore
  • Marcofine, Street Artist
  • Gianfranco Marchesi, psichiatra, esperto di neuroestetica
  • Matteo Cesca, comico
  • Sandra Bianchi, pastry chef

ACCIDIA. La meravigliosa pesantezza dell’essere attori principali della nostra vita (17 agosto)

  • Annalivia Walker, arpista
  • Thomas Angeli, attore
  • Marcofine, Street Artist
  • Gherardo La Francesca, ex ambasciatore e scrittore
  • Franco Bassetto, professore ordinario, specialista in Chirurgia Plastica e Ricostruttiva
  • Patrizia Lazzari, musicista e scrittrice

IRA. Ragione o istinto? La rabbia e l’energia propulsiva (20 agosto)

  • Francesco Carmignani, violinista
  • Marianna Perilli, attrice
  • Marcofine, Street Artist
  • Matteo Cesca, comico
  • Giampaolo Mazzoli, direttore del Conservatorio Boccherini, Lucca
  • Alessia Bertocchini, chirurgo pediatra

SUPERBIA. Dall’autorità all’autorevolezza. Il carisma del leader (21 agosto)

  • Stefano Cocco Cantini, sassofonista
  • Francesco Bargi, attore
  • Marcofine, Street Artist
  • Sergio Risaliti, direttore Museo Novecento di Firenze
  • Enrico Marchi, psichiatra, specialista in Arteterapia
  • Sabrina Zuccalà, presidente di 4WARD360, specialista in nanotecnologie

 AVARIZIA. Il tempo dell’essere o lo spazio di avere? (22 agosto)

  • Meme Lucarelli, chitarrista
  • Claudia Cecchini, attrice
  • Marcofine, Street Artist
  • Marialina Marcucci, presidente Fondazione Carnevale, Viareggio 
  • Nicola Grazioso, direttore amministrativo del Teatro Petruzzelli, Bari
  • Silvio Presta, professore CdL in Tecnica della Psichiatrica

Ufficio stampa Viareggio Talks

Chiarello Puliti & Partners

Sara Chiarello 329 9864843; Francesca Puliti; Francesca Corpaci; 

press@chiarellopulitipartners.com 

SAN LORENZO 2022 – SERAVEZZA

Seravezza_Torna anche quest’anno la magica Fiera di San Lorenzo, una delle più antiche della Versilia. La fiera, organizzata dal comune di Seravezza in collaborazione con la Pro Loco Seravezza, si svolgerà come sempre i giorni 9 e 10 Agosto, Martedì 9 dalle 17.00 alle 24.00 e Mercoledì 10 dalle ore 9.00 alle 24.00. Pronta ad accogliervi con i suoi banchetti tradizionali, tra artigiani e prodotti tipici, accompagnati dal mercatino dell’artigianato a cura di Quercetarte.

In breve il programma delle due giornate:

Il 9 Agosto ritorna, dopo due anni di stop dati dalla pandemia, la tradizionale “Stordellata sul Fiume”. Tipica sagra che si svolgerà sotto il loggiato della Misericordia dalle 19.30, presso la quale sarà possibile gustare un menù ricco di piatti appetitosi e soprattutto della tradizione Versiliese, come i deliziosi tordelli seravezzini.

La stessa sera avrà luogo la processione solenne, seguita dalla pesca di beneficenza (che sarà aperta anche durante tutta la giornata del 10 agosto), organizzata dalla parrocchia di Seravezza.

Alle ore 21.30 Seravezza e i suoi fiumi si illumineranno con la “focata diffusa”, il fuoco verrà acceso da “Massimo pugno di fuoco” che subito dopo ci incanterà con il suo spettacolo in Piazza Carducci, infine, sempre in Piazza troverete ad animare l’intera serata la musica di DJ Rafal.

Le sorprese non finiscono qua!

Il 10 Agosto alle ore 18.30 presso piazza Carducci si terrà la classica tombola di San Lorenzo. Per rendere la giornata più speciale la sera viene riproposta la “Stordellata sul Fiume” per poter apprezzare ancora i gustosi piatti della tradizione versiliese e molto altro ancora.

Lo stesso giorno nel centro storico l’imperdibile estemporanea d’arte a cura della Seravezziana eventi ci porterà in un meraviglioso mondo di arte e colori.

Dalle 21.00 potrete assistere al concerto della Filarmonica Di Riomagno presso il sagrato del Duomo dei SS Lorenzo e Barbara.

Come finire al meglio queste meravigliosa festa? Il 10 Agosto alle ore 22.30, verrà realizzato uno spettacolo pirotecnico, per chiudere in bellezza, tra colori ed allegria, l’incantevole Fiera di San Lorenzo.

Pro Loco Seravezza, addì 4.8.2022

AGENDA PIETRASANTA, TUTTI GLI EVENTI DEL WEEKEND

Pietrasanta_Primo fine settimana d’agosto a Pietrasanta con tanti appuntamenti per tutte le età dedicati ad arte, danza, musica, dibattiti e intrattenimento a suon di risate.

Venerdì 5 agosto due iniziative per bambini e ragazzi: alle 17, “La Versiliana dei piccoli” ospiterà il laboratorio “Sasso…riso” con la creazione di pietre coloratissime che verranno poi distribuite nel Parco per regalare un sorriso a chi li troverà; alle 21,30, invece, allo “Spazio Agorà” di Marina un’allegra sfilata di moda dedicata ai più piccoli e alla stessa ora, al Giardino Barsanti, nel chiostro di Sant’Agostino, torna la rassegna “Il Giardino segreto” con la compagnia “Coquelicot teatro” e lo spettacolo “I fantastici quattro”. Per gli “Incontri al Caffè” della Versiliana, invece, dalle 18,30 spazio a “Vetrina Toscana: un assaggio della nuova campagna” con Toscana Promozione Turistica.

Sabato 6 lo spazio intitolato a Romano Battaglia accoglierà, sempre alle 18,30, la vincitrice di Masterchef 11 Tracy Eboigbodin, mentre alle 21,30 due occasioni per ascoltare buona musica: allo “Spazio Incontri Agorà”, le più belle colonne sonore del cinema con l’accompagnamento al pianoforte del M° Luigi Nicolini; a “La Cava” di Capezzano Monte, invece, il “Concerto sotto le stelle” del “Coro Versilia” diretto da Wilma Quadrelli.

Al teatro della Versiliana, l’eclettica Drusilla Foer sarà attesa protagonista dalle 21,30 con il recital autobiografico “Eleganzissima – Estate”. Stessa ora per la notte dedicata all’archeologia che si svilupperà fra Giardino Barsanti e Palazzo Moroni: “Bora dei Frati, un villaggio fra Liguri ed Etruschi” presenterà il nuovo allestimento del “Museo archeologico versiliese” con le scoperte più recenti della zona. Inoltre, dalle 17 alle 24 e anche la domenica, tutto il giorno, in piazza XXIV Maggio a Tonfano spazio alle piccole creazioni “home made” con il mercatino dell’artigianato, per uno shopping originale e di qualità.

Domenica 7 agosto, dalle 18,30 la cantante, attrice e conduttrice Iva Zanicchi si racconterà al Caffè della Versiliana. Allo “Spazio Agorà” (inizio alle 21,30) continuano “Le domeniche da ridere” con il comico e cantautore de “Le iene” Andrea Agresti; al teatro della Versiliana, invece, prima nazionale per “Profumo di tango” e sempre alle 21,30, ma al Giardino Barsanti, lo spettacolo musicale, chitarra e voce, di Giulio Casale intitolato “Gaber – Pasolini” renderà omaggio ai due grandi personaggi della storia italiana.

Ufficio Stampa & Relazioni Esterne

Giada Menichetti,addì 4.8.2022

ACCORDO PROVINCIA-COMUNE DI SERAVEZZA PER SUPERARE LO SNODO VIARIO DI QUERCETA.

Domani la conferenza stampa.

Seravezza- E’ in programma per domani – venerdì 5 agosto 2022 – alle 11.30, nel chiostro del Palazzo Mediceo di Seravezza, la conferenza stampa di Provincia di Lucca e Comune di Seravezza per la presentazione dell’accordo tra i due enti sul nuovo progetto di attraversamento della strada statale Aurelia n. 1 e della ferrovia Tirrenica che riguarda la strada provinciale n. 9 di Marina, a Querceta.

Interverranno il presidente della Provincia Luca Menesini con il dirigente del settore viabilità, ing. Pierluigi Saletti, e il sindaco del Comune di Seravezza Lorenzo Alessandrini affiancato dall’ing. Roberto Orsini, dirigente del settore tecnico-operativo del Comune.

Da Ufficio stampa comune di Seravezza

Elisabetta lo Iacono,addì 4.8.2022

EVENTO IMMERSIONE DI DUE RIPRODUZIONI DEI BRONZI DI RIACE

Domani conferenza stampa presso lo spazio Caffè della Versiliana sull’evento che si terrà domenica 14 agosto nei pressi del pontile del Tonfano

Pietrasanta_ Domani, alle 11, presso lo spazio Caffè della Versiliana, si terrà una conferenza stampa che presenterà l’evento di domenica 14 agosto, l’immersione nelle acque di Tonfano, zona pontile, di due riproduzioni (fedeli al 93%) dei Bronzi di Riace, per celebrare il 50° anniversario del loro ritrovamento. Sono previsti interventi delle autorità locali, del titolare della Fonderia Del Chiaro che ha realizzato le due opere e del critico d’arte Vittorio Sgarbi. Saranno esposte anche le due riproduzioni.

Ufficio Stampa & Relazioni Esterne

Giada Menichetti, addì 4.8.2022

IL GIORNALISTA DEL GIORNALE CHE NON C’È: LIBERA CRONACA

Spesso ricevo inviti a partecipare alle conferenze stampa che non raccolgo per un preciso motivo: se partecipassi poi avrei non poche difficoltà per curare la quotidiana edizione del giornale che non c’è. Pertanto voglio ringraziare pubblicamente gli uffici stampa dei comuni e enti che mi onorano con l’invito alle conferenze stampa anche se poi non partecipo per il motivo anzidetto.

Voglio ricordare che il 7 agosto sarà un anno esatto che non ricevo più i comunicati dal Museo della Resistenza di Sant’Anna di Stazzema senza conoscerne il motivo , anche se penso che ci abbia messo lo zampino qualche antifascista “docche”. A tal proposito il 16 agosto 2021 è stata protocollata ( Prot.n.5665) all’attenzione del sindaco Verona, della giunta Comunale e di tutti i consiglieri comunali una lettera in cui ho denunciato il mancato invio comunicati da parte del Museo della Resistenza. Ovviamente la lettera è rimasta senza risposta. Sono sopravvissuto e sopravvivrò a questa democratica decisione che puzza tanto dell’imperio “sì buana”, ossia il mare che corre tra il bel dire e il brutto fare.

Giuseppe Vezzoni

Responsabile di Libera Cronaca,addì 4.8.2022.

MIRACOLO A ROCCA MASSIMA “IL VOLO” L’OPERA DI GUADAGNUOLO 2022 COME RINASCITA DALLE SOFFERENZE DEL COVID

A Rocca Massima, il 13 agosto 2022, con inizio alle ore 18,00 nella Piazza del Carmine presso Stazione di partenza del Flying in The Sky, si presenta, nella manifestazione “Leonardo Da Vinci, l’uomo, la natura e il sogno di volare” la nuova opera “Il Volo” del Maestro di fama internazionale Francesco Guadagnuolo, ormai ospite immancabile, dove cultura, arte e umanità s’incontrano, con il benvenuto del Sindaco di Rocca Massima, Mario Lucarelli.

Era il 4 settembre del 2014, con presenti quasi tutti i Sindaci della provincia a inaugurare “Il volo del falco pellegrino”, la teleferica più lunga e veloce del mondo. Questa struttura è costituita da un cavo d’acciaio, sorretto da due piloni, lungo2.225 metri sospeso ad un’altezza massima di 310 metri dal suolo il cui dislivello è di 350 metri. La struttura, denominata Flying in The Sky,permette di volare attaccati a una fune d’acciaio in tutta sicurezza dove si potrà godere di un panorama che volteggia dalle coste laziali ai Colli albani fino ai Monti abruzzesi. Il volo attraversa uliveti e zone carsiche planando alle pendici del Monte S. Angelo, terra natale del falco pellegrino.

Dopo la grave frattura sociale causata dalla pandemia, il M° Guadagnuolo ha realizzato il suo miracolo del volo e la fiaba transrealista per augurare la fine della pandemia.

Guadagnuolo da quando ha conosciuto Rocca Massima con il suo magnifico paesaggio, si è innamorato di questo luogo ed ha creato l’opera pittorica “Il Volo”. Una grande tela dove un angelo dalle sembianze umane vola immerso nella bella natura dei Monti Lepini. Il cielo tenebroso si schiarisce al suo passaggio di luce. Un angelo etereo, moderno, transreale, con casco e telecamera come può presentarsi oggi qualsiasi persona che vuole fare l’esperienza di volare. È stato sempre il sogno dell’uomo di volare sin dai tempi di Leonardo Da Vinci, oggi è possibile. L’opera pittorica di Guadagnuolo testimonia il miracolo a Rocca Massima componendo la sua fiaba transrealista “Miracolo a Rocca Massima 2022” come rinascita dalle sofferenze del Covid.

…Una visione di angeli riempivano il cielo di Rocca Massima.

I cittadini impauriti si riversavano nelle piazze,

si chiedevano cosa stesse succedendo?

Chiare figure eteree, svolazzavano nel cielo,

quasi sfocate, non si capiva cosa fossero.

Il cielo tenebroso dal Covid,

si apriva alla luce del nuovo giorno.

Erano gli angeli mandati dal Creatore,

portatori di nuova vita sulla Terra:

“La liberazione nell’anno 2022 dalla pandemia”.

Gli angeli esortavano fiducia agli uomini, alle donne e ai bambini

a prendere il volo con loro.

Si sono ritrovati tutti come in una grande festa a volare con gli angeli liberatori.

È la nascita del “Volo a Rocca Massima”.

(Francesco Guadagnuolo)

Dice Guadagnuolo: «Con quest’opera si può dire che Rocca Massima ha un quadro che la rappresenta “Il Volo a Rocca Massima”. Quante città possono mostrare un’opera contemporanea che le rappresenti? Mi viene in mente Palermo con l’opera di Renato Guttuso “La Vucciria” dedicata al grande mercato conosciuto in tutto il mondo».

DA Arte scienza, addì 4.8.2022.

“PULSA DE NURA” DI FIORELLA FRANCHINI, DAL ROMANZO STORICO AL ROMANZO DELLA STORIA.

di Bruno Pezzella

E adesso si potrebbe fare una disquisizione, peraltro oziosa, su cosa si intenda per romanzo storico e se l’ultima eccellente performance narrativa di Fiorella Franchini – giornalista napoletana, critica d’arte di riconosciuto valore ( da anni cura rubriche culturali sul quotidiano Il denaro ed altri giornali cartacei e non), nonché scrittrice a su volta – corrisponda ai canoni più o meno riconosciuti e condivisi che tuttavia fanno parte della stucchevole routine classificatoria del nostro contemporaneo consumabile. Se possa, insomma, essere annoverata in questo genere o esserne repulsa come un’infedele. D’altra parte, visto il dilagare dei generi più o meno canonizzati e serializzati ( capaci spesso di incidere sulla autonueutralizzazione creativa di molti scrittori fino all’annullamento del nobile criterio di libertà di espressione), lo stesso discorso si dovrebbe fare a proposito del romanzo giallo, o noir, o thriller, o crime, o spy, che dir si voglia ( sul genere tutti sono d’accordo ma su come definirlo no) che ormai ha raggiunto il limite della tollerabilità del banale e del nulla, anch’essi seriali. E così pure del romanzo sociale ( e quale sarà mai la differenza con lo storico?) d’avventura, o minimalista, o di quello erotico, eccetera. Ed allo stesso modo delle ibridazioni, nel nostro caso: romanzo storico sociale, storico politico, storico antico, contemporaneo, eccetera. La verità è che un romanzo è un romanzo, se è bello è bello se è brutto è brutto, a prescindere dai generi, dalle classificazioni, dalle catalogazioni, e da ogni ammorbamento forforale e catastale.

E dunque, ritornando alla Franchini (che ha già pubblicato, sul tema dell’antico Il velo di Iside per Homo scrivens, e Koraillon per Kairos), e al suo ultimo lavoro per i tipi di Guida Editore, Pulsa de nura, la maledizione di Beatrice di Cilicia, si ha l’impressione che questa in ossessione della prassi di archiviazione, sia felicemente dissolta. Perché, se è vero che la prima cosa che rimane impressa, oltre alla maestria nella gestione del plot, è proprio il livello della ricerca storica, evidentemente faticosa e sicuramente efficace – non soltanto relativa alla ambientazione, ma anche alla ricerca filologica – tuttavia tutto questo lungo studio di preparazione ( trasversale in tutte le narrazioni, e ce lo dice, tra i contemporanei, Philip Roth ) si tramuta in Plulsa de nura in una vera e propria “immersione” nei luoghi, e diventa racconto vissuto in tempo reale insieme ai protagonisti ed ai comprimari che affollano il romanzo; perché in questo melodramma antico, anche le comparse hanno una identità definita. Perciò, quello che colpisce, ed è in certo modo straordinario, é proprio lo scivolamento nell’imbuto del tempo che ingurgita, insieme ai protagonisti, le cose, la natura, i mari e le terre, le strade e le costruzioni architettoniche; che afferra e trascina con sé il lettore, ponendosi davanti ai suoi occhi come una di quelle diaboliche scatole tridimensionali, capaci di andare in retromarcia e trasformare il tempo passato in tempo reale. E dunque, questo romanzo fa lo stesso effetto di una meravigliosa lente digitale. Ed è questo il carattere precipuo, per altro mediato dal cinema e dagli sceneggiati degli anni ’60 (oggi l’americanismo fiction) del nuovo romanzo storico, o meglio sarebbe dire ad ambientazione storica.

E visto che di storia si parla, ecco la storia, che prende le mosse dal saccheggio e dalla distruzione del tempio di Gerusalemme, fatta da Tito Flavio, nel 79 dopo Cristo. Diventato imperatore di Roma, Tito Flavio ebbe l’idea, imprudente a giudicare dagli eventi devastanti che segnarono il suo tempo, di ripudiare la regina Berenice di Cilicia con cui divideva il talamo; e probabilmente la sullodata regina, non andava oltraggiata, perché portava male. Fatto sta che appena prese il potere, Flavio dovette fronteggiare una serie di immani sciagure a cominciare dall’eruzione del Vesuvio, poi una epidemia di colera, fino al terribile incendio di Campo Martio. Insomma, il povero Tito Flavio se le era proprio andata a cercare, perché secondo le credenze popolari tutti questi eventi terrificanti erano legati alla maledizione ebraica, la pulsa de nura per l’appunto, scatenata dai rabbini per placare la collera della Berenice ripudiata.

Questo è lo spunto, ma in fondo si racconta una storia d’amore, si romanzano gli eventi ad esso contemporanei, si costruiscono scene che replicano con una certa fedeltà quelle probabili del tempo, si animano personaggi minori che parlano, si muovono, si comportano come probabilmente avveniva a quel tempo. Ma se qualcuno pretende una pedante e peraltro stucchevole fedeltà storica, è meglio che vada a consultare i testi di ricerca; comunque troverà notizie sicure, questo è certo, ma più che altro saranno indizi, credenze popolari, leggende. Cosa che deve aver fatto ed egregiamente, come già detto, proprio la Franchini prima di distaccarsi dalla ricerca a favore della creatività. Perché il suo romanzo, per intenderci, proprio del raccontare ha i topoi migliori. A cominciare dall’intreccio, mai banale, sempre legato alla concretezza verista e realistica che è propria del romanzo popolare, quello sì catalogabile, e peraltro trasversale e identificabile in molti sedicenti generi.

Perché uno degli equivoci dei nostri tempi è quello di considerare la storia unica, certa e indeclinabile solo a patto che se ne traggano vantaggi. Ma la storia stessa ha dimostrato di avere molte facce, tutte veridiche e tutte falsificabili, tutte uguali peraltro all’idea preconcetta di chi la racconta. Per cui, più la storia riguarda il passato remoto, più è incerta ed equivocamente relativa. Più riguarda il passato prossimo, più diventa una semplice opinione sui fatti. Ma in un romanzo che racconta una storia di 2000 anni fa, una storia remota e che per ragioni obiettive non può corrispondere ad un ben legittimato criterio di assolutezza, specie riguardo ai suoi personaggi di spicco, la storicità è quasi impossibile.

L’anno fondamentale per il romanzo storico in Italia fu il 1827 quando Alessandro Manzoni chiuse la prima versione de I promessi sposi (ventisettana, la definitiva, è del 1840). Il romanzo, si sa, propone una tesi storica, religiosa e morale che sollecita il lettore a riflettere su quale sia il significato dell’esistenza e della storia. Manzoni studiò i fatti accaduti nel ‘600 a Milano e luoghi limitrofi, attingendo alla Historia Patria dello storico milanese Giuseppe Ripamonti; ma pure, conosceva i romanzi di Scott e la lettura di Ivanhoe gli era stata di ispirazione già per Adelchi (tragedia ambientata al tempo della discesa in Italia di Carlo Magno).

Oggi, però, il romanzo storico ha mutato aspetto. Perché, tra l’altro, è invalsa l’idea che la storia non l’abbiano fatta soltanto quelli che hanno inciso con le loro decisioni sulle sue sorti stesse, ma piuttosto le persone comuni , i quivis de populo, e così pure ne abbiano segnato le traiettorie i sentimenti umani intorno ai quali rimane problematico stabilire certezze. Dunque non più romanzo storico, nella sua accezione comune e cogente, ma piuttosto “romanzo della Storia”. Perché si può fare romanzo della Storia con o senza i documenti di riferimento, con o senza le opinioni di studiosi accreditati, con o senza le testimonianze dirette o tramandate di chi quei tempi li ha vissuti. La storia la fanno i famosi ( da famosus), gli eroi, ma anche e soprattutto i dimenticati.

Ed è proprio questo uno dei pregi del romanzo della Franchini: un romanzo popolare che pare raccontato ( o cantato) dagli aedi  o dai rapsodi, nelle strade e nelle piazze, alla gente comune, Le circostanze che formulano il tempo del plot, sembrano, infatti, legati al passato da una speciale magia, come se d’invenzione si potesse parlare solo a bocce ferme, quando la Storia è stata. Ma chi scrive, e la Franchini lo fa con raffinato e filologico senso dei tempi del racconto, ad ogni passo può creare e fantasticare, dall’ultima battuta detta, all’ultima avventura inventata, alla descrizione di una villa patrizia che fa da sfondo ad una storia di passione. Ed è così che la Franchini prende le distanze dalla Storia con la “s” maiuscola, della sue fedeltà infedeli, dalle sue faticose latitudini, per inventare e creare. Che cosa? Un romanzo, e che altro sennò. Perché è proprio ciò che vuole chi legge.

Tutto si gioca sulla competenza dei luoghi e del tempo, delle storie personali e della Storia grande e totale, a volte si tratta di utilizzare le fonti, altre di tradirle con convincimento e gioia, altre di trovare le parole più adatte per raccontarle. E perciò la Franchini in questa fuga dall’Alcatraz del romanzo storico, schiva con eleganza un macigno, e oltre a scrivere un romanzo licenziabile semplificando come storico, lo emancipa da stilemi convenzionali e invece di piegarsi alla storia tout court, né fa una simile e meravigliosa. Perché una cosa è narrare di fatti relativamente vicini a noi, un’altra è ambientarli 2000 anni addietro. Qui l’operazione riesce egregiamente.

E così, questo raffinatissimo romanzo compie un miracolo nemmeno immaginabile, rinnovando l’idea stessa di narrazione che prende spunto da fatti storici ed elevandola a letteratura colta e circostanziata che non sono proprietà di genere ma cardini del romanzo in assoluto. E se lo sfondo propone la ricostruzione storica per altro fedele, il sentimento dell’amore tra i protagonisti, per esempio, molto ben sceneggiato e efficacissimo, attraversa il tempo per arrivare fino a noi con la stessa intensità di un amore contemporaneo, con la stessa fluida semplicità dei dialoghi, delle frasi che mille volte gli amanti si sono ripetuti e si ripeteranno finche ci sarà il tempo. Lo stesso scenario politico che costituisce la struttura portante del plot è costruito sulle ambizioni, sulle bassezze, sui tradimenti e sulle trame immorali che uniscono e mettono contro gli uomini da sempre. E la ricostruzione dei luoghi, fedelissima e minuziosa, ci porta dentro il racconto come una magica scenografia. Campania felix , ville patrizie, Campi Flegrei dei quali la Franchini molto ha scritto e molto conosce. Opera compiuta, matura, controcorrente, inimmaginabile in una scrittrice che fa di un certo candore e di una riservatezza rigorosa la propria cifra umana.

Perciò, neppure mi va di fare paragoni fuori tempo usando (e abusando) come “unità di misura” proprio I Promessi sposi. Romanzo storico per definizione, cronistico anche nella vicenda di Renzo e Lucia. Ma a quali reperti storici corrispondono i dialoghi tra i due protagonisti? Ed a quali le parole della monaca di Monza, o dell’Innominato. E siamo sicuri che le minacce fatte a Don Abbondio dai bravi siano quelle reali?

Già Riccardo Bacchelli agli inizi del Novecento, nel culmine del Futurismo, invocava il superamento dei modelli ottocenteschi e l’abolizione della narrazione in senso tradizionale. Un esempio ci è familiare: Matilde Serao con Il ventre di Napoli (1884) come pure Federico De Roberto con I Vicerédi , pubblicato nel 1894;

E i tempi del cambiamento maturano nel dopoguerra. Primo Levi, con Se questo è un uomo (1945), e Curzio Malaparte (1950) ricordato per La pelle ma già autore di Italia barbara e Kaputt. E poi i romanzi e racconti storici di Maria Bellonci, dal ’47 fino agli anni ottanta ( ricordiamo i titoli Segreti dei GonzagaTu vipera gentileRinascimento privato).E Anna Banti, che nel ’47 pubblicò Artemisia, sulla vita della pittrice seicentesca Artemisia Gentileschi,

Nel 1958, esce postumo, Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa,  V’è per inciso da dire che lo stesso neorealismo cinematografico si avvale di straordinarie sceneggiature segno altissimo e ineguagliato di questo tipo di scrittura, effetto delle esperienze appena vissute della guerra e della Resistenza. Ne parla Italo Calvinonella prefazione al suo romanzo Il sentiero dei nidi di ragno.

Tra gli anni cinquanta e sessanta, Vasco Pratolini con la trilogia Una storia italiana (MetelloLo scialo e Allegoria e derisione), e Noi credevamo, ancora la Bellonci (1967), ambientato in epoca borbonica.

E nell’ultimo quarto del Novecento il romanzo compie il salto definitivo in direzione di una maggiore libertà di schemi.Luigi Malerba, nel 1974 diede alle stampe Le rose imperiali, ambientato nella Cina del IV secolo, Storie dell’anno Mille (1777, scritto con Tonino Guerra), Il pataffio (1978), Il fuoco greco (1991), Le Maschere (1995), Itaca per sempre (1997). In questi romanzi, infatti, i riferimenti ai fatti storici sono solo essenziali, e il passato è il pretesto per raccontare le ombre del presente politico oscuro e corrotto. ELa Storia di Elsa Morante, pubblicato nel 1974, fu un evento di primo piano sul piano letterario e anche editoriale: l’autrice impose all’editore un prezzo di copertina molto basso e popolare. L’anno successivo, il 1975, lo scrittore e saggista Mario Pomilio diede alle stampe la sua opera più nota, Il quinto evangelio

Ma soprattutto è significativa la produzione di Leonoardo Sciascia che andrebbe totalmente ristudiata per trarne un protocollo di narrativa storica impegnata ed un esempio di impegno civile e sociale. E ancora il napoletano Enzo Striano con Il resto di niente di, uscito nel 1986, nel quale viene raccontata la vita di Eleonora de Fonseca Pimentel sullo sfondo della rivoluzione napoletana del 1799. E Rosetta LoyLe strade di polvere, storia di una famiglia monferrina dalla fine dell’età napoleonica ai primi anni dell’Unità. Nel 1988 uscì Le menzogne della notte di Gesualdo Bufalino, e nel 1990 La lunga vita di Marianna Ucrìa di Dacia Maraini, sul riscatto di una gentildonna sordomuta dal trauma di una violenza subita da bambina, nella Palermo del Settecento.

Del 1979 è L’ordalia di Italo Alighiero Chiusano, ambientato invece nel Medioevo, un’opera che sembra una sorta di preludio a Il nome della rosa di Umberto Eco, potente affresco medievale, celebre in tutto il mondo . Con Il nome della rosa, la rinascita del genere è compiuta; si parla infatti di “romanzo neostorico”.

E infine, il grande, immenso Antonio Tabucchi, in Sostiene Pereira uno dei testi fondamentali della narrativa contemporanea,  ambientato a Lisbona nel 1938, durante il regime salazarista, da alcuni considerato il protocollo moderno del romanzo storico ( ma molto, molto altro) .

Per giungere alla contemporaneità basta citare Elena Ferrante e le saghe storico- sociali ambientate in un quartiere della Napoli postbellica

Tutti questi autori ( le citazioni sono necessariamente rapide e lacunose), è da supporre, siano stati, con il beneficio dell’inventario (anche per chi scrive queste note), un riferimento sicuro per Fiorella Franchini. E volutamente ometto, perché non particolarmente attraenti proprio i romanzi che sono ambientati nello stesso periodo delle vicende raccontate in Pulsa de Nura. Tra l’altro i più degni di nota, scritti negli anni ’50 e trasposti più volte in sceneggiature cinematografiche sono: Spartcus di Howard Fast, Exodus di Leon Uris, Ben Hur di Lew Wallace, tutti, tra l’altro rigorosamente stranieri.

Ma alla fine conta e fa la differenza la formazione di uno scrittore, la sua abitudine alla ricerca della parola esatta ( Joyce insegna) e in questo caso filologicamente giusta; perché una cosa e la storia sceneggiata e romanzata, un’altra e la conoscenza tecnica e creativa della scrittura, la gestione della trama “ordita” per irretire il lettore e tenerlo appassionatamente abbracciato alle pagine; altra sono i farfugli narrativi di gran parte dei “banalisti” contemporanei. La Franchini, come tanti autori napoletani non adeguatamente valorizzati (per ora) da media inani e distratti, ha fatto la sua scelta di qualità e di impegno, di amore per la scrittura. Pulsa de Nura non è un “romanzo per caso” non è scritto da un’allegra neofita dilettante. E’ un lavoro che ha una identità precisa ed è perciò, visti i tempi, in qualche modo, destabilizzante. E la differenza la fa proprio la abitudine a narrare che è dello scrittore/ttrice di razza. Ma di Fiorella Franchini queste cose si sanno, e da tempo. E allora nessuna “maledizione”, ma solo la bellezza che è l’anima di ogni libro riuscito, di ogni libro che se ne frega dei generi, perché è un libro. Bruno Pezzella

Accademia dei Parmenidei, addì 4.8.2022.

Clicca qui per collegarti al sito e articolo dell’autore

“https://liberacronaca2.wordpress.com/”

Pubblichiamo solo i migliori articoli della rete. Clicca qui per visitare il sito di provenienza. SITE: the best of the best ⭐⭐⭐⭐⭐

Clicca qui per collegarti al sito e articolo dell’autore

La rete Adessonews è un aggregatore di news e replica gli articoli senza fini di lucro ma con finalità di critica, discussione od insegnamento, come previsto dall’art. 70 legge sul diritto d’autore e art. 41 della costituzione Italiana. Al termine di ciascun articolo è indicata la provenienza dell’articolo. Per richiedere la rimozione dell’articolo clicca qui

#adessonews

#adessonews

#adessonews

 

Richiedi info
1
Richiedi informazioni
Ciao Posso aiutarti?
Per qualsiasi informazione:
Inserisci il tuo nominativo e una descrizione sintetica dell'agevolazione o finanziamento richiesto.
Riceverai in tempi celeri una risposta.