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Prezzi alle stelle, per i cittadini il cibo diventa un souvenir in vista della crisi di settembre #adessonews

I prezzi sono in aumento, l’autunno preoccupa sempre di più e il cibo diventa un souvenir per un cittadino su due. Chi di noi non ha acquistato prodotti tipici come ricordo di viaggi e vacanze? Quest’anno per un campano su due si è trattato di prodotti alimentari tipici. Colpa della crisi. Infatti, dimenticate bracciali e chincaglierie, ceramiche e magneti. Oltre un cittadino su 2 (il 56% praticamente) in vacanza quest’anno acquista o ha acquistato prodotti tipici come souvenir che si classificano come i preferiti nell’estate 2022, un’estate segnata dall’aumento dei prezzi del carrello della spesa che rende ancora più preziosi i gustosi ricordi delle ferie.

L’indagine Coldiretti coincide con il primo grande controesodo delle vacanze, finite per la stragrande maggioranza dei 35 milioni di italiani in viaggio. L’autunno spaventa. Le preoccupazioni più grandi riguardano la ripresa dell’inflazione e hanno già condizionato le spese estive degli italiani. Secondo Coldiretti, il 21% degli italiani torna a mani vuote dalle ferie e uno su due opta per «spese utili», con i prodotti tipici che vincono su tutte le altre scelte. Tra le specialità più acquistate primeggiano i formaggi seguiti da salumi, dolci, vino e olio extravergine d’oliva, ed è sempre più diffuso anche il «ricordo virtuale» con quasi un italiano su due (il 42%) che ha postato sui social fotografie dei piatti consumati al ristorante o preparati in cucina durante le vacanze estive.

«L’acquisto di prodotti tipici come ricordo delle vacanze è una tendenza recente – sottolinea Coldiretti – ed è favorita dal moltiplicarsi delle occasioni di valorizzazione dei prodotti locali nei principali luoghi di villeggiatura, con percorsi enogastronomici, città del gusto, aziende e mercati degli agricoltori di Campagna Amica». Circa il 70% degli italiani in vacanza ha optato per piccoli borghi, luoghi a contatto con la natura, e li ha visitati anche solo con una gita di una sola giornata. Molto gettonati gli agriturismi, tra i 25mila presenti in Italia, una scelta che rispecchia il desiderio di un turismo più sostenibile che ha portato le strutture ad incrementare anche l’offerta di attività con servizi innovativi per sportivi, nostalgici, curiosi e ambientalisti, oltre ad attività culturali come percorsi archeologici, naturalistici o di benessere.

Coldiretti evidenzia come proprio nei piccoli borghi con meno di cinquemila abitanti nasce il 92% delle produzioni tipiche nazionali, frutto del lavoro delle imprese agricole con un impegno quotidiano per assicurare la salvaguardia delle colture storiche. In questo bilancio nazionale la Campania si pone tra le regioni più gettonate sia per il turismo gastronomico sia per quello mordi e fuggi. La nostra è una regione a grande vocazione agricola. E in tutto il Paese la produzione agricola e quella alimentare assorbono oltre il 11% dei consumi energetici industriali totali per circa 13,3 milioni di tonnellate di petrolio all’anno. L’indagine Coldiretti affronta anche le conseguenze della crisi energetica sulla base dei dati Enea, e quindi gli effetti dei rincari della bolletta energetica.

L’esplosione del costo del gas – sottolinea la Coldiretti in una nota – ha dunque un impatto devastante sulla filiera, dal campo alla tavola, in un momento in cui con la siccità ha devastato i raccolti con perdite stimate attorno a 6 miliardi di euro, pari al 10 per cento della produzione. Tutto questo costerà nel 2022 alle famiglie italiane quasi 9 miliardi di euro soltanto per la spesa alimentare, a causa dell’effetto dell’inflazione che colpisce soprattutto le categorie più deboli. A guidare la classifica c’è la verdura che quest’anno costerà complessivamente alle famiglie italiane 1,97 miliardi in più, e precede sul podio pane, pasta e riso, con un aggravio di 1,65 miliardi, e carne e salumi, per i quali si stima una spesa superiore di 1,54 miliardi rispetto al 2021.

Napoletana, laureata in Economia e con un master in Marketing e Comunicazione, è giornalista professionista dal 2007. Per Il Riformista si occupa di giustizia ed economia. Esperta di cronaca nera e giudiziaria ha lavorato nella redazione del quotidiano Cronache di Napoli per poi collaborare con testate nazionali (Il Mattino, Il Sole 24 Ore) e agenzie di stampa (TMNews, Askanews).

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Viviana Lanza

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