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Emergenza carceri, le soluzioni dei partiti #adessonews

(Adnkronos) – Con il record di 59 suicidi in cella e un tasso di affollamento ufficiale del 107,7%, il carcere è sempre più un’emergenza italiana. Il sistema penitenziario è pressato da un numero di detenuti ben oltre quello previsto in pianta organica, da quello di operatori e agenti al contrario ritenuto dai sindacati ‘inadeguato’ e da un malessere generale che sfocia in frequenti aggressioni, rivolte – quelle durante la pandemia sono solo le più accese – e, appunto, atti di autolesionismo e suicidi, tentati e riusciti. 

Rita Bernardini, presidente di ‘Nessuno tocchi Caino’, con i Radicali da sempre in prima linea sulla questione, è oramai al suo 28esimo di giorno sciopero della fame per dire basta alla ‘morte per pena’, sollecitando, tra l’altro, l’incremento dei contatti familiari attraverso telefonate e trasferimenti e la liberazione anticipata speciale. Ma quali sono le soluzioni individuate dai partiti? Ecco cosa prevedono i programmi elettorali in tema di carceri e giustizia. 

FRATELLI D’ITALIA 

“Certezza della pena: no a provvedimenti ‘svuota carceri’, sì alla stipula di accordi bilaterali per far scontare ai detenuti stranieri le pene negli Stati d’origine. Nuovo piano carceri e aumento dell’organico e delle dotazioni della Polizia penitenziaria. Aumento della pianta organica di tribunali e procure. Digitalizzazione della giustizia e incremento del ricorso alla mediazione. Riforma della geografia giudiziaria nel rispetto dei principi del decentramento territoriale e della giustizia di prossimità. Eliminazione dei Tribunali per i minorenni e istituzione di sezioni specializzate presso ogni tribunale, anche per evitare casi come quello del ‘sistema Bibbiano’”. 

LEGA 

“Razionalizzare il sistema penale, recuperando l’effettività del rapporto tra sanzione penale e bene giuridico protetto e, dunque, tra la pena e la sua funzione costituzionale. Velocizzare, anche mediante lo stanziamento di nuove risorse, la celebrazione dei processi, ovviamente senza ridurre l’accertamento a una valutazione sommaria e approssimativa; l’imputato non può essere ostaggio del processo per anni, né, per evitare tale rischio, può essere costretto a ricorrere a forme deflattive che non risolvono i problemi organizzativi della giustizia ma sacrificano solo il diritto di difesa e il contraddittorio. Assicurare l’effettiva e tempestiva esecuzione delle sentenze, nel rispetto del principio di certezza del diritto”. 

FORZA ITALIA 

“Riforma del processo civile e penale: giusto processo e ragionevole durata, efficientamento delle procedure, stop ai processi mediatici e diritto alla buona fama. Razionalizzazione delle pene e garanzia della loro effettività, riforma del diritto penale dell’economia, interventi di efficientamento su precetti e sanzioni penali”. 

NOI CON L’ITALIA 

“Promuovere il reinserimento lavorativo dei detenuti in uscita dal carcere per abbattere la recidiva: molti di essi faticano a trovare reali possibilità di impiego, nonostante la legge preveda anche dei benefici per le aziende che assumono ex carcerati. La difficoltà di potersi mantenere autonomamente è una delle principali cause di recidiva. Noi vogliamo che chi esce dal carcere possa contribuire concretamente allo sviluppo del Paese attraverso progetti dedicati che vedano la collaborazione tra aziende e cooperative sociali”. E ancora: “Tutelare la segretezza dell’avviso di garanzia fino alla decisione sull’archiviazione o sull’istanza di rinvio a giudizio: ancora oggi le inchieste vengono utilizzate come grimaldello dai media per esacerbare il confronto politico. Noi vogliamo una giustizia che sappia tutelare chi è indagato, senza lasciarlo preda di campagne di disinformazione e attacchi mediatici”  

PARTITO DEMOCRATICO 

“Le statistiche sul lavoro penitenziario in Italia sono tra le peggiori d’Europa, meno del 4% dei detenuti e delle detenute lavora per datori di lavoro diversi dall’amministrazione penitenziaria. Il carcere deve invece diventare un luogo dove intraprendere percorsi formativi mirati e garantire sbocchi occupazionali certi. Questo può avvenire solo attraverso un coinvolgimento di imprenditori responsabili e un alleggerimento della burocrazia penitenziaria, fermo restando il necessario rispetto delle garanzie. Riteniamo necessaria una riforma radicale delle professioni penitenziarie, adeguando i trattamenti economici e promuovendo l’ingresso di nuove professionalità, destinando quote significative di fondi per assicurare supporto psicologico”.  

+ EUROPA 

“Profonda riforma del sistema penitenziario – i cui ruoli di vertice devono essere coperti non da magistrati ma da professionalità adeguate – e ammodernamento dell’edilizia carceraria. La riforma deve comprendere reclutamento, formazione e adeguatezza dei ruoli della polizia penitenziaria. Occorre raggiungere standard europei di trattamento delle persone detenute, assicurare trattamenti psichiatrici adeguati a chi ne ha bisogno, riconoscere il diritto all’affettività e alla sessualità in carcere, con l’obiettivo minimo di abbattere il numero dei suicidi e il grado di aggressività e quello più ambizioso di restituire alla pena detentiva il ruolo sociale che la Costituzione le riconosce”. 

IMPEGNO CIVICO  

“Occorre rivedere le piante organiche del personale sia del Dap (Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria) che del Dgmc (Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità) che si occupano di dare attuazione al fine rieducativo della pena per il recupero alla legalità del reo. È necessario completare il riordino della magistratura onoraria il cui ruolo continua ad essere fondamentale perché la giustizia diventi efficiente e celere”.  

ALLEANZA VERDI-SINISTRA ITALIANA 

“Cinque proposte di Antigone che facciamo nostre per ridurre il sovraffollamento e migliorare la qualità della vita delle persone detenute e degli operatori penitenziari: 

– Va del tutto cambiata la legge sulle droghe, con i suoi eccessi repressivi. La legge Jervolino-Vassalli del 1990 è vecchia e inadeguata, produce solo repressione, carcere, sofferenze. I dati più recenti dicono che un terzo detenuti è in carcere per avere violato la legge sulle droghe. Quasi il 40% di chi entra in carcere ha fatto uso di droghe. Numeri che evidenziano il fallimento della politica proibizionista. 

– La legge sull’immigrazione Bossi-Fini costringe tantissimi immigrati ad entrare forzatamente nel circolo vizioso dell’illegalità. Per questo va radicalmente cambiata. Più favoriamo percorsi di integrazione, meno devianza penale avremo. Non esiste un allarme criminalità straniera. Così come non esiste un allarme criminalità di strada. I numeri dicono che i reati sono in calo rispetto al periodo pre-pandemico. Per questo non si giustificano norme che diano poteri eccessivi a sindaci e polizia locale attraverso i Daspo urbani. Vanno vietati i taser, armi potenzialmente letali. 

– Va ridotto l’uso della custodia cautelare che produce circa un terzo della popolazione detenuta. È necessario investire maggiormente sulle misure alternative alla detenzione, piuttosto che sulla carcerazione. Circa 20 mila detenuti hanno da scontare meno di tre anni di pena. Le misure alternative sono meno costose e più sicure, in quanto, è statisticamente dimostrato, che chi ne usufruisce ha meno rischi di incorrere nelle recidiva. 

– Va adottato un nuovo regolamento penitenziario che preveda più possibilità di contatti telefonici e visivi, un maggiore uso delle tecnologie, un sistema disciplinare orientato al rispetto della dignità della persona, una riduzione dell’uso dell’isolamento, forme di prevenzione degli abusi, sorveglianza dinamica e molto altro. Un nuovo regolamento, efficace e in linea con l’attualità dei tempi, significa garantire tanti diritti alle persone detenute: dal diritto alla salute, al diritto ai contatti con i propri affetti, ai diritti delle minoranze (stranieri, donne), ai diritti lavorativi, educativi, religiosi. Tra le modifiche quella di consentire ai detenuti di chiamare tutti i giorni, o quando ne hanno desiderio, i propri cari. Le celle devono essere dotate di telefono come in altri paesi. L’attuale regolamento penitenziario prescrive 10 minuti a settimana per ciascun recluso. Deve esserci attenzione specifica ai bisogni delle donne detenute e dei detenuti Lgbtqi+. 

– È necessario sostenere e gratificare il personale penitenziario, attraverso processi di formazione che non si fermino alla fase iniziale di impiego ma accompagnino l’operatore lungo l’intera sua attività lavorativa, e che abbiano tra i propri obiettivi quello di istruire in merito ai diritti umani e ai meccanismi di prevenzione delle loro violazioni, nonché ai percorsi di reinserimento sociale delle persone detenute. Una cultura delle forze di polizia penitenziaria improntata in questo senso, oltre ad apportare un beneficio all’intero sistema e a dargli un indirizzo più attento al trattamento in generale, eviterebbe inutili conflittualità spesso all’origine di rapporti disciplinari ostativi di benefici penitenziari e modalità alternative di espiazione della pena”. 

MOVIMENTO 5 STELLE 

Nel programma non ci sono proposte specifiche per intervenire sul sistema penitenziario, mentre si fa riferimento al “Completamento della riforma in tema di ergastolo ostativo”. 

AZIONE-ITALIA VIVA 

“Riforma della normativa sulla custodia cautelare, per eliminare ogni possibile abuso: ad oggi, circa un terzo dei detenuti non ha subito una condanna definitiva; incentivazione dei riti alternativi al dibattimento; ripristino della prescrizione sostanziale; rafforzamento delle norme finalizzate a garantire l’effettiva applicazione del principio della presunzione di innocenza per contrastare la spettacolarizzazione mediatica; introduzione di norme finalizzate a ridurre i casi di appello da parte del pubblico ministero della sentenza di assoluzione in primo grado, garantendo che lo strumento di gravame consenta di esercitare realmente il diritto di difesa dell’imputato attraverso una valutazione di merito della vicenda processuale; riforma del sistema penitenziario, per garantire il rispetto del principio della finalità rieducativa della pena, coerentemente con quanto previsto dalla Costituzione. 

Rafforzamento del sistema dell’esecuzione penale alternativa alla detenzione in carcere; riduzione del sovraffollamento carcerario attraverso interventi di riforma dell’ordinamento penitenziario e di edilizia carceraria; approvazione di una nuova legge sulle detenute madri: mai più bambini in carcere”. 

(di Silvia Mancinelli) 

 

 

 

 

 

 

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