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Tre: il numero del destino per il Terzo settore #adessonews

Molto solida anche la riflessione sul valore sociale del Terzo, che Fiaschi affronta senza eludere anche alcuni aspetti scomodi come la questione del ricambio generazionale all’interno delle organizzazioni e l’atteggiamento competitivo che “inquina” la natura cooperativa degli enti.

Qui un passaggio significativo che parte da una citazione di Morin: «Edgar Morin diceva che in virtù della comunità di destino che accomuna il genere umano “il pianeta ha bisogno di reciproche comprensioni”. La capacità di comprensione reciproca è alla radice della pace sociale e il Terzo rappresenta un vero e proprio cantiere di apprendimento, abilitazione ed esercitazione a reciproche comprensioni dentro e tra le comunità umane. Il Terzo Settore è il terzo tempo di ogni comunità, lo spazio dove questa comprensione si costruisce e si esercita.

Non sempre questo è sufficientemente compreso: spesso si confonde il valore del Terzo con le sue lotte culturali, con ciò che fa e quindi strumentalmente con la sua utilità pratica. Difficilmente si apprezza il valore dell’eredità culturale, sociale economica e politica che grazie alla sua opera si va costruendo.
I valori del Terzo nascono dalla scontentezza per i destini collettivi, dall’ostinazione di orientarsi nella babele dei linguaggi corporativi che frammentano e depotenziano la nostra forza comunitaria e di costruire, promuovere, adottare attraverso il dialogo sociale “linguaggi collettivi”. È quest’inquietudine sociale che produce progresso, evoluzione, prospettive di uguaglianza, di prosperità e anche di coesione sociale.

In questo senso la costruzione di azioni di promozione e difesa di principi e diritti – il ruolo di advocacy – giocato del Terzo Settore è un contributo cruciale e insostituibile, soprattutto nelle cause dei “senza diritti” e dei “senza voce”. Non spetta al Terzo Settore assomigliare alla politica – alla destra alla sinistra o al centro- ma ma è compito delle diverse forze politiche sintonizzarsi adeguatamente sulle priorità sociali della comunità che volontari e operatori con il loro impegno quotidiano, raccolgono e raccontano; spetta alla politica valorizzare lo strutturale contributo del Terzo per proteggere e promuovere la coesione sociale nel paese, per migliorare l’impatto delle politiche e l’efficacia della spesa. Il linguaggio e le azioni del Terzo sembrano oggi gli unici strumenti disponibili di concordia sociale, capaci di generare consonanza di visioni, idee e azioni tra mondi anche molto diversi facendo propri o costruendo linguaggi universali: quelli che riguardano le persone e le comunità umane, i loro bisogni fondamentali, priorità e aspirazioni. Questi linguaggi parlano in modo straordinario al cuore di persone e organizzazioni. Come gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile 2030 delle Nazioni Unite o le parole della “Laudato si”, i linguaggi di molti enti del Terzo Settore sono tanto differenti per forma quanto fortemente convergenti per contenuti: raccontano priorità in modo semplice, diretto, chiaro; raccolgono il sentimento comune, rimettono al centro il valore della persona e accanto all’uomo, il pianeta, il giardino in cui siamo chiamati a vivere, quel desiderio di pace e prosperità che spinge l’uomo a farsi alleato di altri uomini, popoli a costruire alleanze con altri popoli. Una visione desiderabile del futuro su cui è naturale costruire un dialogo “ecumenico” centrato su quei valori di solidarietà e di cittadinanza in cui il Terzo Settore si riconosce. Si può provare ad inserire in uno schema gli elementi che costituiscono il valore sociale, politico ed economico dei legami sociali di comunità costruiti dal Terzo».

Domani in edicola:
“Terzo – Le energie delle rivoluzioni civili” sarà distribuito domani martedì 13 settembre gratuitamente, abbinato al Corriere della Sera + Buone Notizie senza costi aggiuntivi a quello del giornale. Sarà possibile prenotare una copia direttamente in edicola.

L’autrice
Claudia Fiaschi è nata a Firenze nel 1965 e vive a Vinci. Nel 1987 ha fondato a Firenze la Coop. Sociale L’Abbaino, dal 2005 al 2008 ha svolto il ruolo di Vicepresidente e amministratore delegato e poi di presidente del Consorzio Nazionale CGM, la più grande rete di cooperative sociali italiana, concludendo il suo mandato nel 2013. Dal 2012 al 2017 è stato membro del Cda di Etica sgr del Gruppo Banca Popolare Etica. Dal 2017 al 2020 ha ricoperto il ruolo di Portavoce Nazionale del Terzo Settore. Oggi è presidente del Consorzio Co&so, vicepresidente del Consorzio Pan, presidente di Confcooperative Toscana e vicepresidente di Confcooperative, membro di molti osservatori e comitati scientifici.

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