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Carceri, domani decreto in Cdm: altri 3mila detenuti in meno #adessonews

carcere1carcere1Roma, 16 dicembre 2013 – Si apre una settimana importante per la giustizia. Domani un pacchetto ad hoc approda in Consiglio dei ministri. All’interno, carceri e civile. Forse anche il penale, che però, stando alle ultime notizie, potrebbe slittare alla prossima settimana. Ma certamente è il decreto carceri il provvedimento più atteso. Sulle «condizioni disumane delle carceri» è tornato oggi anche il presidente Giorgio Napolitano, confidando anche in un’azione delle Camere. E il premier Enrico Letta ha indicato che già il Cdm di domani «darà seguito» alle sue parole. Lo stesso ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri è poi attesa in Commissione giustizia al Senato giovedì per comunicazioni su amnistia e indulto, temi che ha sempre indicato come appannaggio del Parlamento.

Domani intanto prenderà corpo il provvedimento governativo che potrebbe produrre, secondo le prime stime del ministero, 3mila detenuti in meno, che aggiunti ai 4mila usciti in virtù del precedenti misure svuota-carceri salgono a 7mila. Ecco cosa prevede.

Liberazione anticipata: lo «sconto» di buona condotta per la liberazione anticipata passa da 45 a 75 giorni ogni 6 mesi di detenzione. Resta il giudice a decidere. La misura avrà valore retroattivo dal gennaio 2010 e varrà 2 anni dall’entrata in vigore della legge. Produrrà un’uscita anticipata che nel massimo arriva a 6 mesi e per chi vede partire il conteggio dal 2010 interesserà potenzialmente 1.500 persone.

Braccialetto elettronico: oggi si può dare solo a chi sta ai domiciliari. La novità è l’applicazione esterna: affidamento in prova, permessi, lavoro esterno. La misura, oggetto fino alla fine di confronto con gli Interni, va letta anche come un incentivo ad adottarla per i magistrati, che finora l’hanno applicata poco e ora dovranno stendere delle motivazioni quando non la adottano ritenendo il soggetto troppo pericoloso. Resta fermo che il detenuto deve dare il consenso.

Affidamento in prova: viene innalzato il «tetto» di pena da scontare per il quale si può beneficiare dell’affidamento in prova ai servizi sociali: ora è 3 anni, passerà a 4, ampliando la platea: la stima è che riguardi 1000-1500 persone.

Espulsione: le misure prevedono di avviare le procedure di identificazione degli extracomunitari subito dopo la carcerazione e di incentivare l’adozione di una norma della Bossi-Fini, l’art. 16, poco applicata sull’espulsione immediata in alternativa agli ultimi due anni di pena per alcuni reati minori. La platea potenziale è molto alta, teoricamente 4-5mila persone, ma il dato si riduce di molto calato nel concreto.

Detenuti tossicodipendenti: il decreto aumenta le possibilità di affido terapeutico per i detenuti tossicodipendenti per favorire la cura nelle comunità di recupero anche in caso di recidiva per reati minori. Sempre sul fronte tossicodipendenze arriva il rato di «spaccio lieve» con pene minori da uno a 5 anni e multe per decongestionare i penitenziari.

Garante nazionale detenuti: viene istituito il Garante nazionale dei detenuti, organo indipendente preposto a una tutela extra-giudiziale dei diritti di quanti si trovano ristretti negli istituti penitenziari.

Per quanto riguarda le riforme in campo penale, che domani non dovrebbero approdare in Cdm, le misure dovrebbero prevedere una revisione dei meccanismi di impugnazione in Cassazione, limitando quelle dei pm nei casi di sentenza doppia-conforme di assoluzione ed escludendo il ricorso diretto degli imputati, che spesso è fatto con obiettivi dilatori; dovrebbe alleggerire il carico giudiziario in entrata con meccanismi di deflazione già in fase di indagine, per esempio con la possibilità di arrivare all’archiviazione per irrilevanza del fatto; potenzierà i riti speciali, prevedendo probabilmente il patteggiamento in appello; rafforzerà le garanzie degli imputati in custodia cautelare con possibili interventi anche sul meccanismo del Riesame.

Fonte: Il Messaggero

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