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Guerra Russia-Ucraina, a Mosca e San Pietroburgo proteste contro la mobilitazione. I media indipendenti russi: per ora oltre 1300 arresti. La gente grida: “In trincea mandateci Putin” #adessonews

Putin ha annunciato in tv che parte da oggi la «mobilitazione parziale» di 300mila riservisti. La reazione del popolo russo è stata immediata. Come riporta Ovd-Info, media indipendente russo, sono 38 le città della Russia in cui i cittadini si sono riuniti per protestare contro la mobilitazione annunciata da Putin. Sono oltre 1341 le persone arrestate e fra le città coinvolte prima di tutto ci sono Mosca e San Pietroburgo, dove in entrambe i fermati sarebbero oltre 100. Coinvolte anche Ekaterinenburg, Ufa, Perm, Krasnojarsk, Irkutsk, Novosibirsk, Tomsk, Samara e Belgorod.

Mosca, proteste in piazza contro la guerra: la polizia interviene con manganelli e arresta i manifestanti

I giorni di guerra sono 210 e le autorità filorusse delle zone occupate dell’Ucraina accelerano di fronte alla controffensiva delle forze di Kiev. E, spinte da Mosca, annunciano la convocazione di referendum per l’annessione alla Russia. Dopo un rinvio lo scorso settembre nell’organizzazione del voto, le autoproclamate repubbliche autonome del Donbass, Lugansk e Donetsk – già riconosciute indipendenti da Vladimir Putin alla vigilia dell’invasione –, e le aree degli oblast di Kherson e Zaporizhzhia sotto il controllo russo dalle prime fasi dell’offensiva hanno indetto le consultazioni tra il 23 e il 27 settembre.

Mosca, Putin annuncia la mobilitazione parziale della Russia: “L’Occidente vuole distruggerci”

Il principale avversario politico di Vladimir Putin, Alexey Navalny, detenuto in Russia per motivi politici, ha definito la decisione di Mosca di arruolare i detenuti per mandarli a combattere in Ucraina «una sorta di Suicide Squad». Cosa potrebbe riuscire a fare, si è chiesto Navalny, un esercito composto da «assassini, ladri, briganti?».

Mobilitazione in Russia, Navalny: “Moriranno molti giovani, è un’enorme tragedia per il paese”

I film della Dc Comics vedono come protagonisti dei supercriminali imprigionati ingaggiati dal governo degli Stati Uniti per operazioni segrete, probabilmente mortali. Il riferimento è al video circolato nei giorni scorsi nel quale un alleato del presidente russo Vladimir Putin, Yevgeny Prigozhin, a capo del gruppo Wagner, parla a un grande gruppo nell’area esterna di una prigione a Yoshkar-Ola, nella Russia occidentale.
Sempre ieri nuove bombe sono cadute su Zaporizhzhia, causando danni al raffreddamento della centrale nucleare. 

SEGUI QUI GLI AGGIORNAMENTI DOPO LA MEZZANOTTE

Gli aggiornamenti ora dopo ora

23.27 – Zelensky parla all’Onu e chiede un tribunale speciale
Nel suo intervento all’assemblea generale dell’Onu, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rilanciato la sua richiesta di un tribunale speciale contro i crimini commessi dai russi nel suo Paese e per un indennizzo.

22.41 – Putin: continueremo a combattere per la nostra patria
«Combatteremo per la nostra patria, la nostra terra che è l’unica che abbiamo, la nostra libertà, indipendenza e sovranità»: lo ha detto il presidente Vladimir Putin in occasione dei 1.160 anni dalla fondazione dello stato russo, citato da Tass. Il capo del Cremlino ha promesso «la difesa e la protezione di cultura e tradizioni, nel nome dei nostri predecessori e dei discendenti, per il bene della Russia, la sua grande storia e il suo grande futuro».

22.15 – Ovd-Info: oltre 1341 arresti per proteste contro mobilitazione parziale
«Al 21 settembre 2022, ore 23:12 (ora locale, ndr), più di 1341 persone sono già state arrestate in 38 città», si legge sul sito dell’ong Ovd-Info.

22.12 – Lavrov: armi Nato uccidono in territorio russo
«Gli stati occidentali incanalano armi e equipaggiamento militare nel regime neonazista di Kiev e addestrano le forze armate ucraine. Le armi della Nato e degli Stati Uniti vengono utilizzate per sparare sul territorio russo al confine con l’Ucraina, uccidendo civili lì». Lo ha detto il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov in una intervista a ‘Newsweek’. «Il Pentagono non nasconde il fatto di trasmettere a Kiev l’intelligence e la designazione degli obiettivi per gli attacchi. Registriamo la presenza di mercenari e consiglieri americani “sul campo di battaglia”», ha aggiunto.

22.10 – Truss: spese per la Difesa al 3% del Pil
In risposta all’aggressione russa all’Ucraina il Regno Unito intende portare le spese per la Difesa al 3 per cento del Pil. Lo ha detto la premier britannica Liz Truss nello scambio di battute con il presidente Joe Biden, prima dell’inizio del loro incontro bilaterale al Palazzo di Vetro dell’Onu. «Vogliamo lavorare a più sttretto contatto con gli Stati Uniti, specialmente sulla sicurezza energetica e sulla nostra sicurezza economica, ma anche per porgere una mano alle altre democrazie nel mondo per garantire che le democrazie prevalgano e per proteggere la libertà e il futuro dei nostri cittadini», ha detto la premier britannica.

21.55 – Scambio prigionieri: rilasciato marocchino condannato a morte a Donetsk
Il cittadino marocchino rilasciato nell’ambito di uno scambio di prigionieri tra Russia e Ucraina mediato dall’Arabia Saudita è Brahim Saadoun, condannato a morte nel giugno scorso da un tribunale della “repubblica popolare” filorussa di Donetsk con l’accusa di essere un mercenario straniero al soldo di Kiev. La sorella Imane ha detto alla Cnn che la sua famiglia non è stata ancora contattata né dalle autorità marocchine né da quelle saudite, ma di aver riconosciuto il fratello nelle foto e nei video diffusi dall’agenzia di stampa saudita all’arrivo a Riad.

21.54 – Scholz ripete: “Nessuna iniziativa autonoma su panzer a Kiev”. Oggi Zelensky aveva chiesto a Berlino di “dare il buon esempio”
Il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha ripetuto che la Germania spedisce in Ucraina numerose armi e che il sostegno tedesco è stato ed è fondamentale per la resistenza di Kiev, ma «rimane il fatto che non dobbiamo prendere iniziative autonome» sugli armamenti. Il riferimento è alla richiesta da parte dell’Ucraina, ripetuta oggi dal presidente Volodymyr Zelensky, di ricevere panzer di produzione occidentale-tedesca e, quindi, non solo carri da combattimento ex sovietici. In un’intervista a Bild, Zelensky ha invitato Berlino a prendere una decisione autonoma e a «dare il buon esempio» ai suoi partner. Scholz, tuttavia, ha ribadito che la sua posizione non cambia e che «la situazione attuale dimostra che questa è la strada da percorrere, e nessun’altra». Scholz ha parlato da New York con la tv pubblica tedesca Ard. Scholz ha anche ripetuto che Berlino ha fornito un sostegno completo a Kiev, ma allo stesso tempo ha garantito che non ci sia un’escalation tra la Russia e la Nato. La «situazione di pericolo» è sempre stata tenuta presente e la Germania è in stretto dialogo con amici e alleati, il G7 e l’Ue, per coordinare un’azione comune.

21.47 – Von der Leyen: “Ultima mossa di Putin richiede nuove sanzioni”
L’ultima decisione del presidente russo Vladimir Putin richiede un nuovo round di sanzioni dell’Unione Europea contro Mosca. Lo ha detto la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen in un’intervista alla Cnn. «Il Presidente Putin sta mostrando la sua debolezza ora, perché si vede che cerca di mobilitare personale meno addestrato, meno esperto, meno motivato e vuole avviare referendum farsa sul suolo sovrano ucraino. Quindi penso che questo richieda ancora una volta sanzioni da parte nostra», ha dichiarato von der Leyen. Che ha poi anticipato: «Siamo pronti a imporre ulteriori costi economici alla Russia e a individui ed entità all’interno e all’esterno della Russia che la sostengono politicamente o economicamente. Inoltre, proporremo ulteriori controlli sulle esportazioni di tecnologia civile, dato che la Russia si sta muovendo verso un’economia di guerra a tutti gli effetti». La presidente della Commissione europea ha poi rivendicato che le misure restrittive fin qui approvate stanno avendo effetto, «mordono davvero». Infine, alla domanda di Christiane Amanpour sulla retorica nucleare del presidente russo, von der Leyen ha risposto: «Putin ha armi nucleari, questo è un fatto, ma non cederemo mai al ricatto».

21.45 – Ovd-Info: oltre 1300 arresti per proteste contro mobilitazione parziale
«Al 21 settembre 2022, ore 22:42 (ora locale, ndr), più di 1311 persone sono già state arrestate in 38 città», si legge sul sito dell’ong Ovd-Info.

21.35 – Michel: referendum aumentano nostro aiuto a Kiev. Incontro a New York con il premier ucraino Shmyhal
«I cosiddetti referendum rafforzeranno solo la nostra determinazione ad aiutare l’Ucraina a difendersi dall’aggressione». Lo scrive in un tweet il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, a margine di un incontro con il premier ucraino Denys Shmyhal a New York. I due leader, ha riferito Michel, hanno parlato «del coraggio degli ucraini che continua a ispirare persone in tutto il mondo» ed «esaminato i bisogni economici urgenti e la situazione militare». «L’Ue – aggiunge – continuerà a supportare» Kiev.

21.20 – Russia: Svizzera abbandoni posizioni ostili, torni neutrale
Mosca chiede alla Svizzera di abbandonare le posizioni anti-russe e di tornare alla sua politica di neutralità. È quanto ha detto il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov in un colloquio con Ignazio Cassis, presidente della Confederazione svizzera e capo del Dipartimento federale degli Affari esteri, a margine della 77 sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. «La parte russa ha preso atto del cambio di rotta della Svizzera rispetto al suo principio di neutralità, che si riflette nel fatto che ha aderito completamente alle sanzioni anti-russe dell’UE e ha perseguito una linea ostile nei confronti del nostro Paese». Lavrov ha quindi invitato Berna a tornare a quella «politica statale neutrale, che in passato ha fatto sì che la Confederazione fosse riconosciuta sulla scena internazionale», ha dichiarato. Discutendo della situazione in Ucraina nel contesto dell’operazione militare speciale russa, Lavrov ha sottolineato «la pericolosità della linea del regime di Kiev e dei Paesi occidentali che mira a inasprire e prolungare la crisi e a interrompere gli sforzi per risolverla in modo politico-diplomatico».

21.03 – Raccolte in Russia oltre 289.000 firme contro la mobilitazione
Ha già raccolto quasi 290.000 firme la petizione online contro la «mobilitazione parziale» ordinata oggi da Putin per la guerra in Ucraina. «Noi cittadini russi, donne e uomini, ci opponiamo alla mobilitazione generale e parziale. Il presidente Vladimir Putin non ha basi legali, ragioni ponderate e ben motivate per annunciarla e non può averne. Nell’attuale situazione di incertezza, non siamo pronti a esporre gli uomini del nostro Paese – fratelli, figli, mariti, padri e nonni – a pericoli morali o fisici», affermano gli autori della petizione secondo Novaya Gazeta Europa.

21.00 – Ovd-Info: oltre 1240 arresti per proteste contro mobilitazione parziale
«Al 21 settembre 2022, ore 21:57 (ora locale, ndr), più di 1240 persone sono già state arrestate in 38 città», si legge sul sito dell’ong Ovd-Info.

20.53 – Kirghizistan, Kazakistan e Uzbekistan a connazionali: “Non andate in guerra”
Kirghizistan, Kazakistan e Uzbekistan hanno messo in guardia i loro cittadini dal partecipare alla guerra in Ucraina dopo che Mosca ha approvato un decreto che garantisce la cittadinanza russa agli stranieri che firmano un contratto con le Forze armate di Mosca. Ieri il sindaco di Mosca Sergei Sobyanin aveva aperto un centro di reclutamento militare per cittadini stranieri presso il centro immigrazione di Sakharovo, situato nella periferia di Mosca. Secondo le statistiche del governo russo, nel 2021 lavoravano in Russia 4,5 milioni di lavoratori provenienti dall’Uzbekistan, 2,4 milioni dal Tagikistan e 920.000 dal Kirghizistan.

20.38 – Ovd-Info: oltre 1100 arresti per proteste contro mobilitazione parziale
«Al 21 settembre 2022, ore 21:36 (ora locale, ndr), più di 1113 persone sono già state arrestate in 38 città», si legge sul sito dell’ong Ovd-Info.

20.33 – Borrell evoca nuove sanzioni per referendum russi. “Discuteremo a Ny come mettere pressione su Putin”
«Avevamo detto che con i referendum ci sarebbero state nuove sanzioni contro la Russia, ora cominceremo a proporre quali saranno». Lo ha detto l’Alto Rappresentante degli Affari Esteri dell’Ue, Josep Borrell, a margine dell’Assemblea Generale Onu. Questa sera a New York si terrà un Consiglio Affari Esteri straordinario dopo l’annuncio di Vladimir Putin. «Discuteremo come continueremo il supporto militare all’Ucraina e a come mettere pressione su Putin».

20.21 – Ovd-Info: oltre 900 arresti per le proteste contro la mobilitazione parziale
«Al 21 settembre 2022, ore 21:21 (ora locale, ndr), più di 989 persone sono già state arrestate in 38 città», si legge sul sito dell’ong Ovd-Info.

20.15 – Kiev: distruggeremo invasori russi anche con la mobilitazione Capo esercito: “Nessuna dichiarazione di Mosca può fermarci”
«Nessuna dichiarazione della leadership russa influenzerà la disponibilità degli ucraini a combattere per la loro libertà. Le forze armate ucraine distruggeranno tutti coloro che verranno in Ucraina con le armi, indipendentemente dal fatto che siano qui come volontari o con la mobilitazione». Lo ha affermato il comandante in capo delle forze armate ucraine Valery Zaluzhnyi, a proposito dell’annuncio di Vladimir Putin di una mobilitazione parziale nella Federazione Russa.

20.00 – Tra britannici rilasciati Aslin, condannato a morte da filorussi
Tra i britannici catturati dai russi in Ucraina e rilasciati nell’ambito dello scambio con Kiev mediato dal principe saudita Mohammed bin Salman figura Aiden Aslin, uno dei tre condannati a morte dai filorussi del Donbass. Lo ha comunicato il deputato Robert Jenrick. Aslin era stato catturato all’inizio di quest’anno e poi condannato a morte da un tribunale dell’autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk.

19.55 – Lavrov: “Usa e Gb spaventati dalla possibilità di un accordo, vietano negoziati a Kiev”
Stati Uniti e Regno Unito «sono spaventati» dalla possibilità di un accordo tra la Russia e l’Ucraina e per questo hanno vietato a Kiev di continuare i negoziati. È quanto ha ribadito il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, in un’intervista concessa al settimanale americano Newsweek, in occasione della sua presenza a New York per l’Assemblea generale dell’Onu. «Vorrei sottolineare che l’Occidente collettivo, guidato dagli Stati Uniti, sta apertamente cercando di sconfiggere la Russia “sul campo di battaglia”. Gli Stati Uniti e i loro alleati sono pronti a sacrificare l’Ucraina in nome dei loro obiettivi geopolitici – ha detto il capo della diplomazia di Mosca – Per raggiungerli, riempiono il Paese di armi, il che porta a un’escalation e a un prolungamento del conflitto. Questo rimanda le prospettive di una soluzione». Secondo Lavrov, «Washington non è interessata a stabilire pace e tranquillità in Ucraina. Questo è apparso chiaro già a marzo, quando Mosca e Kiev erano vicine al raggiungimento di accordi reciproci. Questa svolta ha ovviamente spaventato gli americani e i britannici, che hanno vietato all’Ucraina di condurre ulteriori negoziati con la Russia. Da allora, le autorità ucraine si sono ritirate dal processo negoziale».

19.54 – Convocato Consiglio straordinario Esteri Ue dopo Putin. La riunione si terrà probabilmente a New York
Una riunione straordinaria del Consiglio Esteri Ue è stata convocata per questa sera alla luce degli annunci fatti dal presidente russo Vladimir Putin. La riunione si terrà probabilmente a New York, dove si trovano in queste ore molti dei ministri interessati.

19.50 – Ovd-Info: oltre 700 fermati in proteste contro mobilitazione
Sono oltre 746 le persone fermate in 36 città della Russia per le proteste contro la mobilitazione parziale indetta dal presidente Vladimir Putin nell’ambito del conflitto in Ucraina. A renderlo noto l’Ong russa Ovd.

19.41 – Americani rilasciati nello scambio sono Drueke e Huynh
Sono Alexander John-Robert Drueke, 39enne dell’Alabama, e Andy Tai Ngoc Huynh, 27enne sempre dell’Alabama, i due americani rilasciati nello scambio di dieci combattenti stranieri catturati dai russi in Ucraina. Lo confermano le famiglie alla Cnn, specificando che i due ora sono “al sicuro nell’ambasciata americana in Arabia Saudita”. I due erano stati catturati mentre combattevano con le forze ucraine a nord di Kharkiv lo scorso giugno. Le famiglie non sanno dove fossero detenuti i due, ma si ritiene che fosse nella regione di Donetsk.

19.25 – Ovd-Info: oltre 500 fermi in Russia a proteste per mobilitazione
Sono salite a 525 le persone fermate alle manifestazioni contro la mobilitazione parziale in Russia che si sono svolte in diverse città del Paese. Lo riferisce Ovd-Info, una ong che registra le attività dell’opposizione e assiste legalmente i fermati.

19.24 – Finlandia: il traffico dalla Russia alla frontiera è regolare. “Coda di 250 m, falsi i video sui 35 km circolati sui social”
«La situazione ai confini della Finlandia non è cambiata in modo significativo oggi con l’annuncio della mobilitazione russa. Ci sono video che circolano sui social, almeno alcuni dei quali sono già stati girati in precedenza e ora sono presi fuori contesto. Ci sono informazioni errate in circolazione». Lo ha scritto su Twitter la Guardia di frontiera finlandese, riferendosi ai video circolati nelle ultime ore secondo cui alla frontiera ci sarebbero state code di auto in arrivo dalla Russia fino a 35 chilometri. «Il traffico ai valichi di frontiera nel sud-est della Finlandia è normale. Attualmente, la coda dalla Russia ai controlli di frontiera finlandesi è di circa 250 metri», ha aggiunto l’autorità frontaliera di Helsinki.

19.19 – Truss conferma rilascio di 5 prigionieri britannici detenuti dai russi
La premier britannica Liz Truss ha confermato il rilascio di cinque connazionali prigionieri di guerra delle forze russe nell’est dell’Ucraina. In una nota ha scritto che la loro liberazione, grazie alla mediazione saudita, mette fine a «mesi di incertezza e sofferenza per loro e le loro famiglie». «La Russia deve fermare lo spietato sfruttamento dei prigionieri di guerra e dei detenuti civili per fini politici», ha detto.

19.15 – Governo saudita: scambio di 10 prigionieri tra Mosca e Kiev
Il governo saudita ha annunciato uno scambio di dieci prigionieri di guerra tra Russia e Ucraina grazie alla mediazione del principe ereditario Mohammed bin Salman. Nel gruppo ci sono cittadini americani, britannici, svedesi, croati e marocchini. «Le autorità saudite competenti li hanno ricevuti e trasferiti dalla Russia al Regno e stanno facilitando le procedure per il loro ritorno sicuro nei rispettivi Paesi», si legge in un comunicato del ministero degli Esteri saudita.

19.00 – Ovd-Info: oltre 400 fermati in proteste contro mobilitazione
Sono oltre 425 le persone fermate in 24 città della Russia per le proteste contro la mobilitazione parziale indetta dal presidente Vladimir Putin nell’ambito del conflitto in Ucraina. A renderlo noto l’ONG russa Ovd. Fra le città coinvolte prima di tutto Mosca e San Pietroburgo dove in entrambe i fermati sarebbero oltre 100. Coinvolte anche Ekaterinenburg, Ufa, Perm, Krasnojarsk, Irkutsk, Novosibirsk, Tomsk, Samara e Belgorod.

18.50 – Proteste a Mosca contro la mobilitazione parziale: “Mandate Putin in trincea”
«Una folla riunita questa sera sull’Arbat, la principale via pedonale di Mosca, grida “Mandate Putin in trincea!”», scrive su Twitter Francis Scarr, analista per BBC Monitoring, condividendo un video proveniente dalla capitale russa.

18.45 – Ong: 268 arresti in Russia in proteste anti-mobilitazione
Almeno 268 persone sono state arrestate in Russia durante manifestazioni improvvisate contro la mobilitazione parziale per l’offensiva in Ucraina, annunciata dal presidente Vladimir Putin. Lo riferisce OVD-Info, aggiungendo che le proteste hanno toccato almeno 22 città del Paese. I giornalisti della France Press a Mosca e San Pietroburgo hanno visto di persona diversi arresti nel centro delle due città.

18.44 – Discussione su nuove sanzioni Ue in corso. Prevista accelerazione, possibile misure settoriali
«Le discussioni su un nuovo pacchetto di sanzioni dell’Ue contro Mosca sono in corso. Ci aspettiamo un’accelerazione nei prossimi giorni». Lo riferiscono fonti europee, spiegando che «probabilmente il tema sarà in agenda del Coreper (la riunione dei 27 ambasciatori europei) della prossima settimana». Secondo quanto si apprende, il pacchetto includerebbe nuove sanzioni settoriali e la confisca di asset russi, oltre che un aggiornamento della black-list Ue.

18.12 – Panico fra i giovani russi: “Non voglio essere carne da cannone”
L’annuncio della mobilitazione parziale per andare a combattere in Ucraina ha gettato nel panico migliaia di giovani russi. «Non voglio diventare carne da cannone», dichiara un 30enne moscovita a Moscow Times, che ha raccolto diverse testimonianze. «Mio fratello ha paura. Stiamo urgentemente cercando di comprargli un biglietto aereo per ovunque», dice la sorella di un giovane che ha appena terminato il servizio militare. «Certo che ho paura – dice Oleg, 29 anni – voglio assolutamente evitare di arruolarmi. Se avessi i soldi andrei all’estero». «La gente cercherà ogni opportunità per evitare l’arruolamento, qualcuno tornerà all’università o prenderà un lavoro part-time nel settore della difesa», afferma un altro moscovita, che si dice pronto a rompersi un braccio pur di non partire. «Spero che i moscoviti saranno risparmiati. Non credo che le autorità vogliano foto di poliziotti che inseguono gli hipster nella metropolitana», dice il giornalista Vyacheslav Tikhonov. «È terribile che i ragazzi di Mosca eviteranno probabilmente l’arruolamento a spese di altre regioni, ma non ho altro da sperare», aggiunge. Ad aumentare il panico è anche la mancanza di chiarezza su chi potrebbe venir mobilitato. «La situazione non è chiara. A vedere dal decreto.. ogni cittadino della riserva militare può potenzialmente essere chiamato», nota Sergei Krivenko, direttore dell’ONG “Cittadini. Esercito. Legge”, che fornisce assistenza legale ai soldati russi.

18.10 – ONG russa: oltre 150 fermi in Russia per proteste contro mobilitazione
Attualmente sono oltre 150 le persone fermate in 18 città della Russia per le proteste contro la mobilitazione parziale indetta dal presidente Vladimir Putin nell’ambito del conflitto in Ucraina. A renderlo noto l’ONG russa Ovd. Fra le città coinvolte Ekaterinenburg, Ufa, Perm, Krasnojarsk, Irkutsk, Novosibirsk, Tomsk, Samara, Belgorod e Mosca. Nella capitale i fermi sarebbero almeno quattro. Nella città siberiana di Irkutsk, almeno 10 dei 60 manifestanti radunatisi in una piazza centrale sono stati arrestati, secondo attivisti locali, riporta il Moscow Times. Nella terza città della Russia, Novosibirsk, un video pubblicato sui social media mostrava un manifestante che gridava «Non voglio morire per Putin».

17.50 – Biden: “Non abbiamo esitato, scelto la libertà a fianco di Kiev”
Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha promesso di rimanere al fianco dell’Ucraina e di contrastare «l’aggressione» russa durante il suo discorso all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York. Quando è scoppiata la guerra «non abbiamo esitato. Abbiamo scelto la libertà. Abbiamo scelto la sovranità. Abbiamo scelto i principi a cui guarda ogni parte della Carta delle Nazioni Unite. Siamo stati con l’Ucraina», ha detto Biden, esortando tutti i membri dell’Onu ad essere uniti contro la Russia. «Come voi, gli Stati Uniti vogliono che questa guerra finisca alle condizioni giuste», ha aggiunto, sottolineando che la Russia «non può impadronirsi del territorio di una nazione con la forza».

17.42 – Kuleba: unica risposta a Putin è raddoppiare sforzi per supportarci
«L’unica risposta appropriata alle minacce bellicose di Putin è di raddoppiare gli sforzi per sostenere l’Ucraina» di fronte alla minaccia russa dell’uso di armi nucleari. Lo ha scritto su Twitter il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba, chiedendo «più sanzioni contro la Russia», «più armi all’Ucraina» e «più solidarietà agli ucraini» da parte dell’Occidente.

17.20 – Parlamento russo formalizzerà subito l’annessione dopo il referendum
I deputati della Duma russa formalizzeranno l’adesione del Donbass alla Russia appena arriverà il risultato dei referendum del 23-27 settembre. A dirlo all’agenzia stampa Tass è il vice capogruppo parlamentare di Russia Unita, Dmitry Vyatkin, secondo il quale il 90% degli abitanti di quelle regioni vuole unirsi alla Russia. «I sondaggi indicano che una vasta maggioranza, il 90% e più, dei residenti del Donbass e dei territori occupati sostiene la decisione di unirsi alla Russia – ha detto il deputato del partito di Putin – i trattati internazionali corrispondenti verranno firmati e inviati ai due rami del parlamento dopo l’esame della Corte costituzionale. Questi trattati internazionali e le corrispondenti leggi costituzionali verranno immediatamente riviste dal parlamento e la decisione della riunione del Donbass e la Russia sarà legalmente formalizzata».

17.19 – Biden: referendum farsa, violano la sovranità dell’Ucraina
I referendum del Cremlino nel Donbass sono dei «referendum farsa» che violano la sovranità dell’Ucraina: lo ha detto Joe Biden intervenendo all’assemblea generale dell’Onu.

17.15 – Biden, minacce nucleari Putin spericolate, irresponsabili
Vladimir Putin ha fatto «minacce nucleari spericolate e irresponsabili»: lo ha detto Joe Biden intervenendo all’assemblea generale dell’Onu.

17.13 – Biden: la Russia ha violato i principi della carta Onu
«La Russia ha vergognosamente violato i principi base della carta dell’Onu invadendo l’Ucraina»: lo ha detto Joe Biden intervenendo all’assemblea generale dell’Onu.

17.10 – Compagnia aerea russa smette di vendere biglietti agli uomini russi che hanno tra i 18 e i 65 anni
La compagnia aerea russa hanno bloccato la vendita di biglietti a uomini russi di età compresa tra i 18 e i 65 anni, a meno che non possano fornire la prova dell’approvazione al viaggio da parte del Ministero della Difesa. Lo rende noto il canale AIRLIVE su Twitter.

16.58 – Casa Bianca: Usa non sono affatto in guerra con la Russia
«No, non lo siamo, non lo siamo per nulla»: il portavoce del consiglio per la Sicurezza Nazionale della Casa Bianca, John Kirby, ha risposto così su Fox news ad una domanda se Usa e Russia sono effettivamente in guerra tra loro. «La Russia è in guerra dentro l’Ucraina», ha aggiunto.

16.55 – Casa Bianca: “Biden a Onu risponderà a annuncio Putin su mobilitazione”
Nel suo atteso intervento all’assemblea generale dell’Onu, il presidente americano Joe Biden farà una «decisa condanna» della guerra russa in Ucraina, e risponderà all’annuncio di Vladimir Putin sull’immediata «mobilitazione parziale» dei cittadini russi. Lo ha riferito un dirigente della Casa Bianca.

16.53 – Zelensky: “In telefonate con Scholz talvolta ho alzato la voce”. Presidente ucraino ringrazia Berlino ma chiede panzer tedeschi
Nelle telefonate con il cancelliere tedesco Olaf Scholz «sono stato spesso molto diretto, perché non ho capito alcune mosse» e ci sono state alcune situazioni in cui «sono tremate le pareti». Lo ha detto oggi in un’intervista con Bild il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. «Sono una persona molto diretta. Non è solo per il mio carattere. Inoltre, si risparmia tempo per risolvere i problemi», ha spiegato Volodymyr Zelensky, come riporta lo stesso giornale tedesco. Il presidente ucraino ha poi ringraziato la Germania per il suo sostegno finanziario e militare, ma ha anche rinnovato la sua richiesta di panzer tedeschi, che sono una «questione di sopravvivenza». Zelensky ha fatto appello a Berlino affinché non giustifichi il rifiuto delle forniture di carri armati tedeschi con le posizioni degli Stati Uniti o di altri Paesi. «Siete indipendenti dagli altri stati», ha detto il leader ucraino, «la Germania è l’economia più forte d’Europa, quindi la Germania può dare il buon esempio».

16.49 – Stoltenberg: “Mobilitazione russa aumenterà le vittime”
«Dovremo essere prudenti sui numeri, ma ogni mobilitazione aumenterà il numero dei soldati» presenti sul campo in Ucraina. «Ci vorrà tempo: sono male equipaggiati, mancano di comandi adeguati e hanno avuto molte difficoltà logistiche. Ma naturalmente, più soldati provocheranno un’escalation del conflitto». Lo sottolinea il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, in un’intervista video a Reuters trasmessa via social. «Questo – prosegue – comporterà più sofferenze e più vite perse, ucraine ma anche russe. Il presidente Putin può porre fine a questa guerra ritirando le sue truppe, fermando l’invasione di un altro Paese». Come Nato, conclude, «dobbiamo continuare a sostenere l’Ucraina, a imporre sanzioni sulla Russia e mobilitare l’intera comunità internazionale».

16.47 – Coda di 35 km al confine russo finlandese
Una lunghissima coda di auto si è formata alla frontiera fra Russia e Finlandia, l’unico confine terrestre ancora aperto per i russi con i visti Schengen. Lo segnala su Twitter il giornalista free lance Sotiri Dimpinoudis, allegando un video delle auto in fila. Secondo il reporter la coda è lunga 35 Km e continua a crescere. La notizia arriva dopo l’annuncio della parziale mobilitazione dei riservisti fatta oggi dal presidente russo Vladimir Putin. I voli aerei per lasciare la Russia sono già esauriti.

16.42 – Lavrov domani a incontro ministeriale Consiglio Onu. Ci saranno anche Blinken e Kuleba
Il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov parteciperà domani alla riunione del Consiglio di Sicurezza Onu a livello ministeriale sull’Ucraina. Lo hanno confermato fonti diplomatiche. All’incontro, presieduto dalla Francia, prenderanno parte anche il segretario di stato Usa Antony Blinken e il ministro degli Esteri ucraino Dmitro Kuleba.

16.40 – Deputato partito di Putin: “Dalla Russia non il primo colpo nucleare”
Mosca ricorrerà alle armi nucleari «solo in risposta» a una minaccia alla Russia: è quanto ha assicurato ha dichiarato un deputato del partito Russia Unita di Vladimir Putin e presentatore della televisione di Stato. Parlando al programma World At One della BBC Radio 4, Evgeny Popov ha dichiarato: «Non attaccheremo per primi i Paesi occidentali. Non faremo un massacro nucleare nel mondo. Non è la nostra politica. Non è la nostra pratica. In Russia siamo persone pacifiche, ma possiamo rispondere se ci attaccate». Alla domanda se i referendum nelle aree occupate dell’Ucraina orientale significhino che, una volta annessi, quei territori saranno difesi con l’uso di armi nucleari, Popov ha risposto: «Non so davvero come rispondere. Ma dovete sapere che difenderemo la nostra madrepatria». E poi ancora sull’utilizzo di armi nucleari ha ribadito: «Solo in risposta, la mia opinione è chiara. Useremo le armi nucleari solo in risposta. Solo in risposta all’uso di armi nucleari contro il nostro territorio. Difenderemo il nostro Paese sovrano e il nostro Stato sovrano. E, naturalmente, le armi nucleari sono la nostra garanzia di sicurezza».

16.35 – Kiev, Mosca non potrà mobilitare oltre 40-50 mila riservisti
Il ministero dell’Interno ucraino prevede che inizialmente la Russia non potrà mobilitare oltre 40-50 mila riservisti «perché semplicemente non avranno abbastanza equipaggiamento per un numero maggiore». Lo ha detto il consigliere del ministro degli Interni, Vadym Denysenko, secondo quanto riporta Unian. «Questa mobilitazione di 300mila riservisti non significa che domani appariranno tutti in prima linea», ha precisato.

16.33 – Podolyak: Putin non ha ancora capito con chi ha a che fare
«Minacce con armi nucleari… Agli ucraini? Putin non ha ancora capito con chi ha a che fare». V il commento su Twitter del consigliere presidenziale ucraino Mikhailo Podolyak al discorso alla nazione del presidente russo. «Giorno 210 della ‘guerra dei tre giorni’. I russi che avevano chiesto la distruzione dell’Ucraina si ritrovano 1) mobilitazione 2) frontiere chiuse, conti in banca bloccati 3) carcere per la diserzione», aggiunge Podolyak, «sta andando sempre tutto secondo i piani, giusto? La vita ha un gran senso dell’umorismo».

16.30 – Procura Mosca: “Chi protesta contro mobilitazione rischia 15 anni”
Poche ore dopo l’annuncio della mobilitazione parziale per la guerra in Ucraina da parte di Vladimir Putin, la procura di Mosca avvisa che chi partecipa alle proteste rischia 15 anni di carcere. In un comunicato, la procura si riferisce alla pubblicazione sui social media di «post con informazioni per partecipare ad azioni pubbliche e commettere altre azioni illegali». «La Procura mette in guardia dalla distribuzione di questo materiale – prosegue la nota – e la partecipazione ad azioni illegali che sono punibili sulla base di leggi penali ed amministrative». Azioni, si aggiunge, che sono «qualificate come reati punibili anche con pene detentive fino a 15 anni». Secondo il gruppo Ovd-Info, oltre 60 persone sono state finora arrestate in proteste contro la mobilitazione in otto città russe.

16.27 – Stoltenberg: guerra nucleare non si vince, chiari con Russia sulle conseguenze
«Ci assicureremo che non ci siano malintesi a Mosca su come reagiremmo» se la Russia usasse armi atomiche in Ucraina. «Naturalmente, dipende da quale tipo di situazione o di arma» verrebbe eventualmente utilizzata. Lo dice il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, in un’intervista video trasmessa da Reuters via social. «La cosa più importante – continua – è prevenire una cosa simile ed è per questo che siamo stati così chiari nelle comunicazioni, sulle conseguenze senza precedenti e sul fatto che una guerra nucleare non può essere vinta dalla Russia». Per questo «abbiamo aumentato la presenza sul fianco orientale dell’Alleanza. Finora non abbiamo notato cambiamenti» nelle azioni russe, «ma restiamo vigili», conclude

16.25 – Sindaco di Mosca: mobilitazione parziale assolutamente necessaria
«Ritengo che il decreto presidenziale sulla mobilitazione parziale sia un atto dovuto, ma tempestivo e assolutamente necessario». Si è espresso così il sindaco di Mosca, Sergey Sobyanin, in una dichiarazione pubblicata sul web e rilanciata dalla Cnn in cui aggiunge che «da Mosca diverse migliaia di volontari stanno già prendendo parte ai combattimenti». Sobyanin fa poi riferimento ai referendum sull’adesione alla Russia annunciati per Donetsk e Luhansk. «Spero presto – ha detto – dopo i risultati del referendum, diventino parte della nostra famiglia russa».

16.23 – Borrell: grave escalation, pace nel mondo in pericolo
«L’annuncio di Putin di referendum fasulli, di una mobilitazione militare parziale e il ricatto nucleare sono una grave escalation. Minacciare con armi nucleari è inaccettabile e un vero pericolo per tutti». Lo ha dichiarato in un tweet l’Alto rappresentante Ue per la politica estera e di sicurezza, Josep Borrell. «La comunità internazionale deve unirsi per prevenire tali azioni. La pace nel mondo è in pericolo», ha aggiunto.

16.18 – Ong russa: proteste in tutta la Russia, decine di arresti
Decine di persone sono state arrestate durante le manifestazioni contro la guerra in Ucraina in corso nelle maggiori citta’ russe dopo la mobilitazione parziale annunciata dal presidente russo, Vladimir Putin. Lo comunica l’Ong russa Ovd, che ha conteggiato almeno 66 arresti, tenendo conto solo di quelli confermati dalla polizia. Nel dettaglio, Ovd riferisce di 35 arresti a Tomsk; 12 a Krasnojarsk; 7 a Irkutsk; 3 a Novosibirsk, Ekaterinenburg e Zheleznogorsk; due a Mosca e uno a Ulan-Ude.

16.10 – Servizi Kiev: filorussi arruolano operai acciaieria Donetsk
Le milizie filorusse hanno arruolato 200-500 operai nell’oblast di Donetsk, fermando così il lavoro nell’acciaieria Yenakiieve Iron e Steel Works, di proprietà di Rinat Akhmetov, l’uomo più ricco dell’Ucraina. Lo scrive Kyiv Independent, citando l’intelligence militare ucraina. Secondo la stessa fonte, le milizie filorusse hanno anche allestito vicino Torez un campo d’addestramento per i detenuti arrivati dalla Russia per combattere in Ucraina. A quanto scrive il sito, sono un migliaio i detenuti reclutati in agosto dal gruppo di mercenari Wagner.

16.08 – Nato: Putin ha fatto grave errore di calcolo su Ucraina
Le parole del presidente russo, Vladimir Putin, «dimostrano che la guerra non sta andando secondo i suoi piani» e che il capo del Cremlino ha fatto «un grave errore di calcolo». Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, nel corso di un’intervista all’agenzia Reuters. «La Nato deve essere pronta a fronteggiare Putin nel lungo periodo», ha sottolineato il numero uno dell’Alleanza atlantica.

16.05 – Stoltenberg: “Kiev deve avanzare sul campo prima di fare il negoziato”
«Un negoziato sarebbe il benvenuto ma quello che abbiamo visto è che la Russia vuole controllare una larga parte dell’Ucraina e non ci sono indicazioni di un cambiamento della strategia di distruggere l’Ucraina come Stato sovrano. Un negoziato è auspicabile ma sappiamo che l’Ucraina deve potenziare la propria posizione sul terreno e poi dopo può sedersi a un tavolo. Perciò per assicurare che ci sia un esito negoziale accettabile» per Kiev «dobbiamo sostenerli nella battaglia». Lo ha detto il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, in una video intervista alla Reuters pubblicata sui canali twitter e yotube della testata e organizzata a margine dell’Assemblea dell’Onu a New York.

15.40 – Truss: da Putin una chiara ammissione di fallimento
La mobilitazione parziale annunciata da Vladimir Putin «è una chiara ammissione del fallimento» della Russia in Ucraina. Lo sostiene il governo britannico di Liz Truss in una nota diffusa da Downing Street in cui si denunciano come «riprovevoli» le azioni di Mosca sul terreno e si ribadisce l’intenzione di Londra di continuare ad aiutare Kiev «a difendere» militarmente «a propria sovranità» anche sui territori soggetti ad atti di annessione russa: annessione che non sarà «mai riconosciuta» dal Regno Unito. La nota è uscita a margine di un intervento all’Onu che Truss, al debutto da premier, farà nelle prossime ore a New York.

15.25 – Kuleba: “Putin manda altri uomini in una guerra che non può vincere”
«Putin ha mostrato totale mancanza di rispetto nei confronti di Cina, India, Messico, Turchia, altre nazioni asiatiche, africane, mediorientali e latinoamericane che hanno chiesto la diplomazia e la fine della guerra della Russia contro l’Ucraina. Vuole gettare più uomini nelle fiamme di una guerra che non ha possibilità di vincere». Lo ha scritto su Twitter il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba.

15.05 – La Cina: “I referendum? Rispettare la sovranità dei Paesi”
La Cina chiede di rispettare la «sovranità di tutti i Paesi», dopo che quattro regioni occupate dai russi in Ucraina hanno detto che terranno dal 23 al 27 settembre prossimi i relativi referendum per entrare a far parte della Federazione russa. La posizione di Pechino sull’Ucraina è «coerente», ha risposto il portavoce del ministero degli Esteri Wang Wenbin. La Cina insiste che «la sovranità e l’integrità territoriale di tutti i Paesi debbano essere rispettati, così come la Carta e i principi dell’Onu», ha aggiunto Wang.

15.00 – Peskov: “Nessun cambiamento dello status di operazione speciale”
In Russia non è stata presa alcuna decisione sul cambiamento dello status dell’operazione militare speciale e l’imposizione della legge marziale. Interrogato in proposito, dopo che oggi è stata proclamata in Russia una mobilitazione parziale, il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha risposto: «Non è stata presa nessuna decisione a questo riguardo». Lo scrive l’agenzia stampa russa Tass.

14.35 – Zelensky: “Putin vuole farci annegare nel sangue dei suoi soldati. Ma non userà armi nucleari”
«Putin vorrebbe che l’Ucraina annegasse nel sangue, ma anche nel sangue dei suoi stessi soldati». Lo ha detto il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, che in un’intervista esclusiva alla Bild reagisce alla decisione di Putin di dichiarare la mobilitazione parziale. Il discorso di stamani per lui non rappresenta «nulla di nuovo», ha aggiunto, affermando di non averlo neppure ascoltato: le apparizioni di Putin «non sono i miei video preferiti», ha detto, «ho tutte le informazioni di cui ho bisogno». Con riferimento alla minaccia nucleare: «Non credo che userà queste armi. Non credo che il mondo gli consentirà di impiegarle». Tuttavia il presidente non esclude completamente un attacco nucleare: «non possiamo leggere nella testa di questa gente. Ci sono dei rischi», aggiunge. Per Zelensky, non si può comunque cedere ai ricatti russi: «Domani Putin può dire: vogliamo oltre all’Ucraina anche una parte della Polonia, altrimenti useremo le armi nucleari. Non possiamo stare a questi compromessi».

14.25 – Kadyrov: bene Putin sulla mobilitazione, aderiremo al 100%
«Appoggio pienamente la decisione del presidente Putin sulla mobilitazione parziale dei riservisti. Noi della Repubblica cecena abbiamo partecipato attivamente a questo processo sin dal primo giorno, ma ora abbiamo anche un’istruzione arrivata dal capo dello stato e la realizzeremo al 100%». Lo ha detto il leader ceceno Ramzan Kadyrov sui suoi canali Telegram. Lo riporta Ria Novosti.

14.20 – Esauriti i voli da Mosca verso i Paesi vicini, prezzi alle stelle per Dubai
I voli da Mosca verso i Paesi vicini sono andati esauriti in poche ore dopo la mobilitazione parziale annunciata dal presidente russo Vladimir Putin in relazione al conflitto in Ucraina. Lo spiega il Guardian, secondo cui i dati di Google Trends hanno mostrato un picco nelle ricerche di Aviasales, il sito web russo più popolare per l’acquisto di voli. I voli da Mosca verso le capitali di Georgia, Turchia e Armenia, tutte destinazioni che consentono ai russi di entrare senza visto, sono andati esauriti in pochi minuti dall’annuncio di Putin e, nel giro di poche ore, anche i voli diretti da Mosca all’Azerbaigian, al Kazakistan, all’Uzbekistan e al Kirghizistan hanno smesso di essere visualizzati sul sito web. Per quanto riguarda invece i voli da Mosca a Dubai, quelli più economici hanno raggiunto il costo di 300mila rubli (4.320 dollari), circa cinque volte lo stipendio medio mensile.

14.15 – Usa: il discorso di Putin è il segno che è in crisi
«Il discorso di Putin è chiaramente un segno che è in difficoltà». Lo ha detto il portavoce del consiglio per la Sicurezza nazionale americana, John Kirby ad Abc News sottolineando che le forze di Mosca sono in crisi soprattutto «nel nord e nell’est» dell’Ucraina. «Ci aspettavamo il richiamo dei riservisti, Putin sta facendo combattere anche i soldati feriti», ha detto ancora Kirby.

14.12 – Letta: «O si sta con Putin o con l’Europa»
«Le parole di oggi di Putin confermano che il nostro scegli è giusto. O si sta di qua o di là, o si sta con Putin o si sta con l’Europa. Noi scegliamo l’Europa. Noi scegliamo l’interesse dell’Italia», scrive su Twitter il leader dem Enrico Letta.

14.06 – Per sfuggire al reclutamento boom di voli dalla Russia verso le destinazioni dove non è necessario il visto
Quasi tutti i voli in partenza dalla Russia sono stati esauriti in poche ore dopo che Vladimir Putin ha annunciato una mobilitazione parziale dei riservisti I dati di Google Trends hanno mostrato un’impennata nelle ricerche di Aviasales, il sito web più popolare in Russia per l’acquisto di voli, dopo che l’annuncio del presidente russo ha fatto temere che gli uomini ‘abili’ al combattimento non potessero espatriare. Secondo Aviasales, i voli da Mosca verso Georgia, Turchia e Armenia, destinazioni che consentono ai russi di entrare senza visto, sono andati esauriti dopo pochi minuti dall’annuncio di Putin. 

14.03 –Guterres vede first lady e premier Kiev a margine dell’assemblea generale dell’Onu e ribadisce il pieno sostegno delle Nazioni Unite per l’assistenza umanitaria
Il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, ha incontrato ieri sera il premier ucraino Denys Shmygal, e la first lady Olena Zelenska a margine dell’Assemblea Generale. Come fa sapere il Palazzo di Vetro, con il premier hanno discusso della guerra, compreso il suo impatto sulla situazione umanitaria, sui diritti umani e sulla sicurezza nucleare nel paese. Mentre la first lady ha parlato dell’importanza di proteggere le donne e i bambini ucraini colpiti dal conflitto. Guterres ha ribadito il pieno sostegno delle Nazioni Unite a continuare a fornire assistenza umanitaria, e ha elogiato l’Ucraina per il suo continuo impegno nell’attuazione dell’iniziativa sui cereali del Mar Nero, ribadendo la disponibilità dell’Onu a continuare i suoi sforzi per evitare una crisi alimentare globale.

13.59 – Generale Battisti: «Armi nucleari? Da Putin messaggio a Occidente»
Formare nuovi battaglioni o rimpiazzare le perdite subite in battaglia e inviare un messaggio all’esterno in merito all’eventuale uso di armi tattiche nucleari, sono alcuni degli aspetti che caratterizzerebbero la mobilitazione di 300mila uomini annunciata dal presidente Vladimir Putin, illustrati dal generale Giorgio Battisti, primo comandante del contingente italiano della missione Isaf in Afghanistan e membro del Comitato Atlantico Italiano. «I 300 mila riservisti chiamati da Putin sono uomini già con una formazione militare, quindi non giovani di leva, – spiega Battisti -. Si tratta di un buon serbatoio di uomini che con un minimo di aggiornamento possono essere impiegati sul campo di battaglia o formando nuovi battaglioni o rimpiazzando le perdite subite in guerra. Certo è che non saranno impiegati nell’immediato, serve tempo per aggiornare l’addestramento ed equipaggiarli dato che l’inverno è alle porte. E sono stati inoltre chiamati gli istruttori delle scuole o accademie militari probabilmente come comandanti ai minimi livelli per questi riservisti che avranno quindi una buona preparazione prima di essere inviati al fronte». Il generale Battisti ritiene che «non si possa aggredire un paese come l’Ucraina che non ha solo i soldati che combattono ma tutta la società, miliziani, partigiani, guerriglieri dietro le linee russe. Facendo un calcolo, le forze armate ucraine nella loro completezza arrivano circa a un milione di uomini e donne. Non si può aggredire un paese che di fatto combatte in modo estremamente convinto per il proprio territorio con di fatto solo 130, 140mila uomini». In merito alla minaccia delle armi atomiche il generale Battisti afferma che «velate minacce sull’uso di armi tattiche nucleari ci sono state da parte russa sin dall’inizio della guerra ed ora sono state’ribadite a seguito della repentina avanzata ucraina. La Russia ha sempre detto che le avrebbe utilizzate se costretto a difendere i propri territori, in caso di aggressione. Putin però ha ricevuto la risposta di Biden secondo cui in caso di uso di armi nucleari o chimiche la riposta degli Usa sarebbe stata adeguata».

13.52 – Console ucraino a Milano: «Benjamin galli eroe nella difesa dell’Europa»
«Abbiamo appreso con grande sgomento e dolore la notizia della morte nei pressi di Kharkiv, in Ucraina, di Benjamin Giorgio Galli, un ragazzo di soli 27 anni, proveniente da Varese», sostiene il console generale d’Ucraina a Milano, Andrii Kartysh, commentando la morte del foreign fighter italo-olandese. «Ammiriamo la risolutezza, la forza, il coraggio di Giorgio, che, di fronte alla spietata invasione russa, ha voluto arruolarsi nella Legione internazionale, per difendere le sorti dell’Europa a fianco dei soldati ucraini», dice il diplomatico, porgendo «le nostre più sentite condoglianze alla famiglia dell’eroe. Siamo partecipi del vostro dolore, signor Gabriel Galli e signora Mirjam Van der Plas».

13.38 – Radicali italiani: «Incriminare Putin a L’Aja»
«Vladimir Putin è alle corde. Proprio per questo il livello di rischio nella guerra di aggressione terroristica della Russia contro l’Ucraina cresce. Lo dimostrano le farneticazioni del discorso di oggi: il capo del Cremlino ribadisce accuse di neonazismo al governo di Kiev e minaccia l’uso di armi nucleari contro un Occidente che, a suo dire, minaccia la Russia». Così in una nota Massimiliano Iervolino, Giulia Crivellini e Igor Boni, segretario, tesoriera e presidente di Radicali Italiani. «Da sempre e più di sempre – proseguono – le accuse che Putin rivolge a supposti nemici sono lo specchio di se stesso, per giustificare i massacri, le stragi e i crimini che compie ogni giorno in Ucraina, in Europa. Inutile sottolineare la totale farsa rappresentata dai referendum indetti per il 23 settembre con il solo scopo di poter affermare falsamente che i territori dell’Ucraina dell’est sono divenuti parte della Russia e poter auto giustificare azioni ancora più gravi, magari con l’utilizzo delle armi nucleari tattiche». Aggiungono i Radicali Italiani: «Le uniche risposte possibili sono il pieno sostegno alla resistenza ucraina e l’incriminazione di Putin e di tutta la catena di comando per crimini di guerra e contro l’umanità come sosteniamo da mesi con la nostra campagna “Putin all’Aja”. L’appello di Putin alla mobilitazione di 300.000 riservisti deve suscitare una risposta ancora più decisa da parte dell’Europa e della NATO; il nostro appello va ad ogni soldato russo, ad ogni riservista richiamato alle armi per disertare, per dire SignorNÒ! Utilizzando un vecchio slogan radicale potremmo dire: non più un uomo, non più un soldo per l’esercito di Putin».

13.31 – Agevolato l’iter della cittadinanza russa per gli stranieri che si arruolano
Il Consiglio della Federazione Russa (la Camera Alta del parlamento di Mosca) ha approvato una legge che prevede per gli stranieri che si arruolano nell’esercito un iter semplificato per l’ottenimento della cittadinanza russa. Le nuove disposizioni riguardano i cittadini stranieri che hanno firmato un contratto di almeno un anno e che potranno chiedere la cittadinanza russa senza fornire un permesso di soggiorno o aver vissuto nel Paese ininterrottamente per cinque anni, come previsto dalla norma in vigore.

13.16 – Conte: «Nessuno parla di negoziati di pace. Nessuno può escludere rischio nucleare»
«Nessuno parla di negoziati di pace, pensano all’escalation militare e non a lavorare con impegno sui negoziati di pace. Secondo me questo non ci porta da nessuna parte, non ci porta a una via d’uscita- sostiene Giuseppe Conte, presidente del M5S- .Questa è una prospettiva di una guerra che rischia di essere senza limiti e confini. Non vogliamo consegnare ai nostri figli e alle generazioni che verranno una guerra che durerà per decine di anni con il mondo spaccato a metà, da un lato il fronte occidentale e dall’altro Russia, Cina, India e il resto della popolazione mondiale». Aggiunge l’ex premier: «Nessuna persona di buon senso, nessun generale che sia dentro a questa vicenda militare può escludere questo rischio. Chi può garantire che non stiamo correndo anche questo rischio? Io non voglio fare considerazioni allarmistiche ma chiedo chi ci può garantire che l’escalation non tocchi anche il conflitto sul piano nucleare o su altre armi, ovviamente non convenzionali».

13.12 – Cremlino: «Nessun cambiamento di status della “operazione speciale”. Non viene dichiarata ufficialmente la guerra»
«Nessuna decisione è stata presa in Russia in merito a un possibile cambiamento dello status dell’operazione militare speciale in Ucraina, per trasformarla ufficialmente in guerra, né sull’imposizione della legge marziale», afferma il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov.

13.09 – Il sostegno dell’Unione Europea all’Ucraina «rimarrà solido»
«Il Cremlino annuncia la mobilitazione nella giornata internazionale della pace» e «mentre all’assemblea generale dell’Onu i Paesi lavorano per la cooperazione, la sicurezza e la prosperità. In questa guerra c’è un solo aggressore, la Russia, e un solo Paese aggredito, l’Ucraina. Il sostegno dell’Ue all’Ucraina rimarrà solido», scrive in un tweet il presidente del Consiglio Ue, Charles Michel.

13.02 – 234 mila rifugiati ucraini assistiti negli hub Unhcr-Unicef
Dall’escalation della guerra in Ucraina, circa 234 mila rifugiati ucraini hanno potuto usufruire dei servizi di protezione e supporto forniti dai 36 Blue Dot Hub istituiti dall’Unhcr, l’Agenzia Onu per i rifugiati, e dall’Unicef, il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia, in sette Paesi, tra cui l’Italia. I Blue Dot sono spazi sicuri attrezzati per fornire informazioni, consulenza, servizi per la salute mentale e supporto psicosociale, assistenza legale e servizi di protezione per i rifugiati. I Blue Dot nascono con l’obiettivo di fornire assistenza a tutti i rifugiati, con un’attenzione specifica ai minorenni, alle persone con disabilità o con esigenze mediche specifiche, agli anziani, a persone che potrebbero essere vittime di tratta, sopravvissute/i alla violenza e a rifugiati della comunità LGBTQI+. Le persone con esigenze specifiche o particolarmente vulnerabili possono essere identificate e indirizzate a servizi specializzati. I Blue Dot hanno anche lo scopo di identificare e sostenere i minori non accompagnati e separati che viaggiano da soli, nonché di provvedere all’educazione informale e all’assistenza alla prima infanzia per i minorenni in movimento.

12.55 – Michel: «Mosca unico aggressore, sostegno europeo a Kiev rimarrà saldo»
«Siamo qui insieme per trovare soluzioni collettivamente, insieme all’Africa e insieme al resto del mondo. Abbiamo bisogno di maggiore coordinamento, abbiamo bisogno di più soldi e nell’Unione europea stiamo intensificando i nostri sforzi. Con i nostri Stati membri, abbiamo presentato una risposta globale alla sicurezza alimentare di quasi 8 miliardi di euro fino al 2024 per fornire aiuti umanitari insieme a soluzioni a breve e lungo termine, soprattutto ai paesi più bisognosi, in particolare in Africa», sostiene il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, intervenendo al Global Food Security Summit a New York. «Portare fuori i cereali dall’Ucraina è stata una delle nostre massime priorità- prosegue Michel-. Le nostre corsie di solidarietà Ue-Ucraina hanno trasportato oltre 10 milioni di tonnellate di prodotti alimentari e l’iniziativa per i cereali nel Mar Nero guidata dalle Nazioni Unite sta facendo davvero la differenza. Sta portando cibo ai paesi più bisognosi e aiutando a stabilizzare i mercati. E contrariamente alla disinformazione russa, questo cibo sta arrivando in Africa, Medio Oriente e Asia. Un’altra priorità è affrontare la carenza di fertilizzanti. Abbiamo bisogno di sviluppare capacità di produzione, soprattutto in Africa». E conclude: «Mosca unico aggressore, sostegno europeo a Kiev rimarrà saldo».

12.48 – Kiev: «La mobilitazione è una grande tragedia per il popolo russo»
La mobilitazione parziale dei riservisti annunciata da Vladimir Putin in Russia è una «grande tragedia» per il popolo russo, sostiene il portavoce del presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. Aggiunge Sergii Nikoforov: «Le reclute che verranno mandate al fronte in Ucraina affronteranno un destino simile alle forze russe mal preparate che sono state respinte nell’attacco a Kiev nei primi giorni dell’invasione».

12.41 – Ue: «Gli annunci di Putin esprimono disperazione»
«L’annuncio di Putin è solo un’altra prova che a lui non interessa la pace ma solo l’aggressione, nonché è un segnale di disperazione su come stia andando la sua aggressione all’Ucraina. Questo è un chiaro segnale per loro che Putin è interessato solo all’escalation e a continuare la sua distruzione che ha causato già così tante conseguenze negative in tutto il mondo, non solo per l’Ucraina in termini di così tante atrocità commesse, ma ha conseguenze negative per ogni paese nel mondo», ha detto il portavoce per gli Affari esteri della Commissione europea, Peter Stano, nel briefing quotidiano con la stampa. «Perché sta alimentando la crisi alimentare, la crisi energetica. E questo sta solo dimostrando alla comunità internazionale che vuole continuare a non contribuire alle soluzioni di questa crisi, ma vuole rendere questa crisi più profonda- ha aggiunto- .Questa aggressione ha conseguenze negative non solo per l’Ucraina, non solo per il mondo, ma anche per la stessa popolazione russa. E’un attacco ai principi del diritto internazionale e, naturalmente, delle Nazioni Unite».

12.38 – Di Maio: «Parole di Putin preoccupanti ma segnale di debolezza»
«Temo che i costi di quella guerra li possano continuare a pagare i cittadini europei ed italiani. Per fermare questi costi dobbiamo fare il tetto al prezzo del gas e il decreto taglia bollette. E poi qua pensioni e stipendi sono quelli prima dell’inflazione che ora è quasi al 10% e quindi a fine anno dobbiamo dare, a fine anno, un riconoscimento economico per permettere a famiglie e imprese di affrontare questo costo aggiuntivo», sostiene Luigi Di Maio sulla guerra in Ucraina. Aggiunge il ministro degli Esteri: «Le parole di Putin sono preoccupanti ma segnale di debolezza».

12.35 – Boom viaggi in Turchia e Armenia dopo la mobilitazione militare
Dopo le parole del presidente russo Vladimir Putin che ha annunciato la mobilitazione parziale in relazione alla guerra in Ucraina, i voli diretti in programma oggi da Mosca verso Istanbul e Yerevan, la capitale dell’Armenia, sono andati esauriti. Lo riporta la testata indipendente russa Meduza sul suo canale Telegram.

12.25 – Escalation di Putin, Copasir si riunirà la prossima settimana
Un aggiornamento sulla guerra in Ucraina, anche alla luce della escalation del presidente russo Vladimir Putin che ha annunciato una mobilitazione parziale, sarà al centro di una riunione del Copasir, pronto a riunirsi la settimana prossima. Tra i temi che il Comitato si appresta ad esaminare ci sarebbero anche i decreti attuativi delle nuove norme varate dal parlamento, con gli emendamenti al decreto aiuti bis, sulla operatività dell’Aise all’estero e sui poteri al presidente del consiglio per il contrattacco cyber.

12.21 – Shoigu: «7mila militari di Kiev uccisi nelle ultime tre settimane»
L’esercito russo nelle ultime tre settimane ha ucciso «oltre 7mila militari ucraini», afferma il ministro della Difesa russo Sergei Shoigu in una riunione del consiglio del dipartimento militare. A questo va aggiunta la distruzione di 208 carri armati, 245 veicoli da combattimento di fanteria e 186 altri veicoli corazzati, 15 aerei e quattro elicotteri, zottolinea Shoigu.

12.15 – Dopo la mobilitazione annunciata da Putin, no dell’Estonia al rientro dei combattenti russi in Ucraina
I cittadini della Federazione russa regolarmente residenti in Estonia che andranno a combattere in Ucraina non saranno riammessi nel Paese. Lo ha annunciato oggi Veiko Kommusaar, sottosegretario per la Sicurezza interna del ministero degli Interni di Tallinn. La dichiarazione di Kommussaar – che arriva dopo la mobilitazione di circa 300.000 riservisti annunciata in mattinata da Vladimir Putin – riguarda solo i cittadini russi residenti in Estonia con un regolare permesso di soggiorno.

12.09 – Berlino: «Ora consultare partner e alleati per sostenere Kiev»
«La decisione di Putin di oggi è un segnale di debolezza». Lo ha detto il ministro delle finanze tedesco, Christian Lindner, in conferenza stampa a Berlino con i giornalisti stranieri del Vap, commentando l’annuncio della mobilitazione parziale in Russia. «Ora dovremo consultarci con i nostri partner e i nostri alleati su come possiamo continuare a sostenere l’Ucraina nel lungo periodo», ha aggiunto. Secondo il ministro gli ucraini non dovrebbero lasciarsi spaventare, «e neppure noi».

12.02 – Lituania, forze di reazione rapida in stato di massima allerta
Il ministro della Difesa lituano Arvydas Anušauskas ha annunciato che le forze di reazione rapida del paese verranno messe in stato di massima allerta dopo il discorso di Vladimir Putin. «Dal momento che la mobilitazione militare russa avverrà anche in prossimità dei nostri confini, le forze di reazione rapida della Lituania verranno messe in stato di massima allerta per prevenire qualunque provocazione da parte della Russia».

11.55 – Governo russo: «Pil si ridurrà del 2,9% nel 2022»
Il prodotto interno lordo della Russia si ridurrà del 2,9% nel 2022 rispetto al 2021, sullo sfondo dell’offensiva in Ucraina e delle pesanti sanzioni occidentali. Lo rende noto il ministro russo dello Sviluppo economico, Maxim Rechetnikov. «Entro la fine del 2022, prevediamo una contrazione del Pil del 2,9%», afferma Rechetnikov alla Camera alta del Parlamento russo. I numeri arrivano poche ore dopo che il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato una «mobilitazione parziale» in Russia per rafforzare le sue truppe in Ucraina, che potrebbe avere un impatto sull’attività economica nei prossimi mesi.

11.49 – Borsa: Europa gira in rialzo, Mosca -3%. Euro giù, vola gas Francoforte debole con Uniper, Putin surriscalda petrolio
Le Borse europee provano a reagire alle preoccupazioni per un’escalation della guerra in Ucraina, dopo che il presidente russo Vladimir Putin ha richiamato i riservisti e minacciato l’Occidente di usare ogni mezzo per difendersi da quella che definisce un’aggressione ai danni di Mosca. Milano sale dello 0,7%, Londra dello 0,6%, Madrid dello 0,2%, mentre Parigi è invariata e Francoforte sconta un calo dello 0,2%, per effetto del crollo di Uniper (-28%) dopo l’annuncio della nazionalizzazione. E’ invece ancora in forte calo il listino di Mosca (-3,2%), anche se in recupero rispetto ai minimi della mattinata (-9,6%). Gli investitori attendono anche indicazioni, questa sera, dalla Fed, che deciderà una nuova stretta dei tassi – attesi 75 punti base – e indicherà la strada sui futuri rialzi del costo del denaro. Le mosse di Putin surriscaldano il prezzo di gas (+9% a 212 euro) e petrolio (+2,2% a 85,8 dollari il Wti e 92,6% il Brent) e indeboliscono l’euro, minacciato da una recessione nel Vecchio Continente, che sconta anche la forza del dollaro, con cui scambia a 0,99 (-0,6%). Fermo a 226 punti lo spread Btp-Bund mentre il rendimento del decennale italiano ripiega al 4,12%.

11.43 – Navalny: «La mobilitazione è un’enorme tragedia. Moriranno trentenni»
«Ora alcuni lavoratori di Kovrov (città a 250 chilometri da Mosca), trentenni, saranno chiamati a morire da qualche parte vicino a Kherson. E’ un’enorme tragedia». Così il principale oppositore di Putin, Alexey Navalny, dal carcere, ha commentato – citato da Mediazona – la mobilitazione parziale ordinata da Putin. «Penso che non chiameranno da Mosca. Chiama 50mila persone da Mosca e domani 150mila parenti protesteranno per strada», ha affermato ancora Navalny, in collegamento video con il tribunale di Kovrov per una causa contro l’amministrazione del carcere nel quale è detenuto a regime duro, che lui accusa di violare i suoi diritti.

11.38 – Arcivescovo di Mosca dopo le parole di Putin: «La pace sembra allontanarsi»
«Una situazione che non lascia tranquilli. La pace sembra allontanarsi». Interpellato sulle parole pronunciate stamani dal presidente russo Vladimir Putin, l’arcivescovo di Mosca e presidente dei vescovi russi, monsignor Paolo Pezzi, non nasconde la preoccupazione. «Per me – dice il presule al Sir – è difficile dire perché si è arrivati a questo punto. Secondo la Russia e secondo quanto si legge sui media locali, è per un allargamento del conflitto che coinvolge tutta la Nato. La pace, purtroppo, sembra allontanarsi. Penso che la strada sia quella indicata da Papa Francesco. E cioè quella di cercare di mantenere sempre dei canali aperti, di non chiudere mai. Senza negare come stanno le cose ma allo stesso tempo senza chiudere mai. Per me questa resta la via più fattibile». «La Russia in questo modo rischia di isolarsi, certamente – osserva da Mosca monsignor Pezzi-. Ma non mi sembra che questo oggi sia il problema principale. Mi sembra che il problema principale sia quello di trovare una via di uscita che non faccia sentire nessuno sconfitto. Ma proprio questa è la difficoltà più grossa perché è possibile questo, cioè uscire da una situazione di crisi senza nessun sconfitto, solamente con un sacrificio di sé. Mi sembra oggettivamente difficile che qualcuno sia disposto a fare il primo passo. Quindi occorre continuare a insistere su passi creativi, come dice Francesco, per imboccare nuove strade per un cammino di pace». «In concreto, qui – osserva – la Chiesa cattolica sta cercando di muoversi in questa direzione, cioè di partire non da uno stato d’animo sconsolato perché le cose degenerano ma partire invece dal riconoscimento di quelle testimonianze di amicizia e di pace che comunque riscontriamo soprattutto tra i fedeli. E in secondo luogo la umile e semplice proposta di questa via».

11.23 – Letta: «Troppa ambiguità in Italia. Leader si schierino contro la Russia»
«L’Italia non sta con la Russia, sta contro la Russia e contro questa voglia di rompere le regole del diritto internazionale. Vorrei che tutti i leader politici si schierassero apertamente e che lasciassero perdere tutte le ambiguità che hanno avuto fino ad adesso- afferma il segretario Pd, Enrico Letta-. L’Italia non deve essere ambigua, bisogna togliere qualsiasi margine di ambiguità nel nostro Pese su questi temi». Letta rileva «troppa ambiguità in troppe forze politiche nel nostro Passe. Questa ambiguità noi chiediamo che venga sciolta, che vengano dette parole chiare e che non ci sia nessuna forma di incertezza su dove deve stare l’Italia».

11.19 – Tajani: «I referendum sono una farsa, Putin in difficoltà»
«Saranno referendum farsa, Putin è in difficoltà, si è trovato un popolo che si è opposto all’invasione ed Europa e Occidente uniti a difendere il diritto internazionale e la democrazia – dichiara a Radio 1 Antonio Tajani, coordinatore di Forza Italia-. Per FI la stella polare sono Occidente, Nato, Usa, Ue e questa posizione non cambia, come scritto nel programma di centrodestra. Se ci fosse qualcosa da parte di un governo di centrodestra contro l’Europa o l’Occidente non potremmo far parte di un governo, ma io escludo che da parte delle altre forze del centrodestra possa esserci una scelta di questo tipo: c’è un programma scritto nero su bianco».

11.12 – Cambi, dollaro spinto ai massimi da 20 anni dalla guerra in Ucraina
Il dollaro è balzato ai massimi da 20 anni contro le altre valute principali dopo che il presidente Vladimir Putin ha mobilitato le sue riserve per combattere in Ucraina e ha detto di essere pronto a usare «tutti i mezzi» per difendersi. Il biglietto verde ha beneficiato delle scommesse sulla politica monetaria restrittiva in vista della riunione della Federal Reserve di oggi. L’indice del dollaro, che lo confronta con valute come lo yen, l’euro e la sterlina, è salito a 110,87 punti, ai massimi dal 2002.

11.09 – Morra: «Putin parla e diplomazia europea tace. C’è desiderio sincero della pace?»
«Mi hanno colpito questi messaggi del discorso di Putin rimarcati dai giornali mainstream: l’occidente vuole distruggere la Russia, per cui verrà usato dai russi ogni mezzo per difendersi, anche con scelte importanti e dolorose. Nel frattempo la diplomazia europea, quella dei Paesi esposti ai rischi maggiori della guerra, tace. Anzi, assiste all’entusiasmo con cui il bellicista Draghi viene accolto negli Usa- scrive su Facebook il senatore Nicola Morra- Ricordo a tutti che il popolo russo è sensibile ai richiami nazionalistico-patriottici e che, in occasione della II Guerra Mondiale, l’Urss da sola subì circa 25 milioni di vittime, il 15% della popolazione. Un po’ di prudenza e ragionevolezza, il desiderio sincero della pace, sono presenti nei nostri diplomatici? O si vuole perpetuare questa carneficina? Per non parlare della crisi economica e finanziaria che sta arrivando come uno tsunami che distruggerà tanto».

11.03 – Shoigu: «Kiev ha esaurito le scorte di armi sovietiche»
L’esercito ucraino ha esaurito tutte le sue scorte di armi sovietiche. Lo ha affermato il ministro della Difesa russo, Serghei Shoigu, a Rossiya 24. «Non posso che sottolineare il fatto che oggi stiamo combattendo contro l’Occidente collettivo più che contro l’Ucraina, l’esercito ucraino di per sé, perché, di fatto, l’Ucraina ha già esaurito tutte le armi che aveva – ha detto Shoigu-. Stiamo parlando delle vecchie armi sovietiche. Un vasto numero di nuovi membri dell’Unione Europea, che sono particolarmente zelanti, stanno facendo il loro meglio. Dal mio punto di vista, hanno svuotato tutti i magazzini, li hanno ripuliti con attenzione per poter dare tutto all’Ucraina».

10.59 – Ong invita a protestare contro la mobilitazione. Vesna: «Migliaia di nostri uomini saranno gettati nel tritacarne»
Il movimento Vesna ha lanciato un invito a protestare contro la mobilitazione parziale annunciata dal presidente russo Vladimir Putin per la guerra in Ucraina: lo riferisce la testata indipendente Meduza. Le manifestazioni dovrebbero svolgersi nelle città russe alle 19 di oggi ora locale. «Migliaia di uomini russi – i nostri padri, fratelli e mariti – saranno gettati nel tritacarne della guerra. Per cosa moriranno? Per cosa madri e bambini verseranno lacrime?», si legge nell’appello del movimento.

10.48 – Salvini: «Spero che la guerra finisca prima possibile. L’Italia è con l’Occidente»
«Spero solo che la guerra finisca prima possibile. Lavoreremo a questo al Governo dalla prossima settimana. Resta ben salda la collocazione dell’Italia nella Alleanza occidentale e tra i Paesi liberi e democratici. Speriamo che non vada troppo avanti a lungo se no la pagheranno in vite in Ucraina e in posti di lavoro in Italia- dichiara Matteo Salvini a Radio24 -.Prima o poi ci sarà una trattativa di pace. A quali condizioni dovranno essere gli ucraini a deciderlo visto che qui c’è un aggressore. Spero che sia tra un mese e non tra un anno che si torni a dialogare e le parti in conflitto si siedano a un tavolo». Il leader della Lega è quindi tornato sulla questione dei suoi rapporti con Mosca. E ha precisato: «Non scherziamo: tutti hanno avuto rapporti con Putin. Renzi, Letta, Berlusconi, Prodi. Poi quando scoppia una guerra, quando uno scatena una guerra passa dalla parte del torto. Io l’ultima volta che sono andato a Mosca ci sono andato da ministro. La guerra cambia ogni tipo di valutazione. Il nostro problema geopolitico dei prossimi 50 anni sarà la Cina che ora accumula materie prime. Letta ha stretto 28 accordi commerciali con la Russia. La sinistra diceva che Putin era il migliore. Ma quando scoppia una guerra, quello che la fa cominciare passa dalla parte del torto. Poi, francamente non mi auguro che la Russia venga annientata dal resto del mondo. Il problema ora è la Cina».

10.42 – Assemblea Onu, Brigitte Macron incontra Olena Zelenska
Brigitte Macron ha incontrato Olena Zelenska a margine dei lavori dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York. A renderlo noto è Bfmtv, precisando che le due first ladies hanno parlato tra le altre cose di progetti di accoglienza di bambini ed adolescenti ucraini malati di tumore negli ospedali francesi. Il colloquio, che si è svolto nella sede dell’”Ukrainian Institute of America” è stato anche incentrato sulla formazione scolastica dei giovani ucraini rifugiati in Francia.

10.38 –Londra: «L’annuncio di Putin dimostra che l’invasione sta fallendo»
L’annuncio della mobilitazione parziale da parte di Vladimir Putin è «un’ammissione che la sua invasione sta fallendo». Così il segretario britannico alla Difesa, Ben Wallace. «Lui e il suo ministro della Difesa hanno mandato decine di migliaia dei loro cittadini a morire, mal equipaggiati e mal guidati», ha detto Wallace, aggiungendo che «nessuna quantità di minaccia e propaganda può nascondere il fatto che l’Ucraina sta vincendo questa guerra, la comunità internazionale è unita e la Russia sta diventando un paria globale».

10.29 – Pechino sollecita il dialogo dopo discorso di Putin. Appello cinese ad «affrontare le preoccupazioni sulla sicurezza di tutte le parti»
La Cina invita le parti coinvolte nella crisi in Ucraina al cessate il fuoco e a impegnarsi con il dialogo e le consultazioni al fine di una risoluzione pacifica, dopo il discorso con cui il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato l’uso di tutti i mezzi necessari e la mobilitazione parziale che prevede il richiamo di 300.000 riservisti, nel mezzo delle difficoltà incontrate nell’invasione dell’Ucraina. La posizione cinese sulla crisi in Ucraina è «coerente e chiara», ha detto il portavoce del ministero degli Esteri Wang Wenbin, esortando a «trovare un modo per affrontare le preoccupazioni sulla sicurezza di tutte le parti».

10.27 – Premier ceco: «Putin tenta ulteriore escalation»
«La mobilitazione parziale annunciata da Vladimir Putin è un tentativo di ulteriore escalation della guerra lanciata dalla Russia in Ucraina e un’ulteriore prova del fatto che la Russia è l’unico aggressore. Servono aiuti all’Ucraina e dobbiamo continuare a farlo nel nostro interesse», scrive su Twitter il premier ceco, Petr Fiala.

10.23 – Ambasciatore Usa a Kiev: «Da Mosca segnali di debolezza»
«Referendum farsa e mobilitazione sono segnali di debolezza, del fallimento russo». Così l’ambasciatore americano a Kiev, Bridget A. Brink, commenta gli annunci del presidente russo Vladimir Putin. «Gli Stati Uniti non accetteranno mai le rivendicazioni russe su territori ucraini presumibilmente annessi e continueranno a stare a fianco dell’Ucraina per tutto il tempo necessario».

10.19 – Papa: «Tante mostruosità, trovati cadaveri torturati»
«Vorrei fare presente la terribile situazione della martoriata Ucraina. Il cardinale Krajewski è andato lì per la quarta volta. Ieri mi ha telefonato, sta aiutando nella zona di Odessa e mi ha raccontato il dolore di questo popolo, le mostruosità, i cadaveri torturati che trovano. Uniamoci a questo popolo così nobile e martire». Così Papa Francesco al termine dell’udienza generale, parlando a braccio.

10.12 – Team Navalny sprona a «qualsiasi forma di protesta»
Dopo l’annuncio della mobilitazione parziale in Russia per la guerra in Ucraina, Team Navalny, il gruppo che raccoglie i collaboratori più stretti del blogger anti-Putin, ha lanciato un appello ai russi per «qualsiasi forma di protesta». Il gruppo sprona a qualsiasi forma di protesta, dalle manifestazioni di piazza al rifiuto di arruolarsi; e promette «assistenza giuridica» a chi vuole rifiutarsi di andare al fronte. L’annuncio è contenuto in un appello video.

9.59 – Putin firma il decreto per la mobilitazione parziale
Inizia oggi la “mobilitazione militare parziale” della Russia. Putin ha firmato e pubblicato il decreto secondo cu isaranno convocati solo i riservisti. Secondo il ministro della Difesa, che ha parlato con il canale televisivo Rossiya-24, si tratta di 300mila persone che saranno chiamate in servizio e addestrate prima di essere mandate al fronte. «Abbiamo un’enorme risorsa di mobilitazione di coloro che hanno prestato servizio – ha detto Shoigu – di coloro che hanno esperienza di combattimento, specialità militari. Ne abbiamo quasi 25 milioni. Quindi, questa mobilitazione è una mobilitazione parziale, 1% o poco più, della risorsa totale di mobilitazione».

9.57 – Podolyak a Putin: «Va sempre tutto secono di piani, giusto?»
Mykhailo Podolyak, consigliere della presidenza ucraina, risponde al discorso del leader russo Vladimir Putin a quasi sette mesi dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina. «E’ il giorno numero 210 della “guerra dei tre giorni”. I russi che chiedevano la distruzione dell’Ucraina hanno finito per ottenere: mobilitazione, confini chiusi, blocco dei conti bancari, carcere per diserzione – ha scritto Podolyak su Twitter – Va sempre tutto secondo i piani, giusto? La vita ha un grande senso dell’umorismo».

9.55 – Allarme in Russia per mobilitazione, esauriti voli per oggi
Subito dopo il messaggio di Vladimir Putin alla nazione, in cui ha annunciato la mobilitazione parziale per la guerra contro l’Ucraina e il richiamo di 300 mila riservisti, sono andati esauriti i biglietti per i voli odierni da Mosca, verso Erevan e Istanbul (tra le poche destinazioni con volo diretto). Lo scrive su Telegram la testata indipendente russa Meduza. La preoccupazione per la mobilitazione generale e la conseguente chiusura dei confini sono evidentemente un timore palpabile tra i russi ora che Putin ha fatto il primo passo. Da notare che a fronte di sondaggi che danno il consenso dei russi all’operazione militare a oltre il 70% e quello per Putin che supera l’80%, solo il 3 % della popolazione si dice disposta a combattere per la Russia. Intanto su Telegram in russo circolano già gli elenchi delle organizzazioni che offrono consulenza per la tutela dei diritti del personale militare.

9.49 – Conte: «Escalation in Ucraina? Non potevamo non calcolarlo»
«Non c’è nulla di nuovo se non il rischio di un’escalation militare che non potevamo non calcolare, escalation militare era già scritta. Per la Russia questa è una partita determinante, è una superpotenza che ha testate nucleari, non potevamo non calcolarlo. Oggi e’ un passaggio importante, è un referendum farsa che preannuncia un innalzamento, Putin parla di mobilitazione ma non potevamo non calcolarlo», ha detto il leader del M5s, Giuseppe Conte. «Ma l’Occidente la vuole la pace o no? Va costruita, non scende con la Provvidenza: dobbiamo essere tutti coinvolti. Se invece c’è qualcuno nello schieramento euroatlantico che vuole una vittoria militare che distrugga la Russia di Putin, non c’è possibilità di pace», aggiunge.

9.42 – Wsj: «Annessione russa serve a escalation della guerra»
E’ l’Ucraina il tema che ha maggiore spazio sulla prima pagina del Wall Street Journal, con due titoli molto visibili, sul referendum annunciato da Putin nelle regioni orientali del Paese per l’annessione alla Russia e un lungo servizio sull’«esercito improvvisato» di militari e volontari, che «ha vinto la battaglia di Kiev e salvato l’Ucraina». I referendum e le contestuali mosse preparatorie di una mobilitazione generale, secondo gli analisti interpellati dal Wsj, «indicano che Putin sta gettando le basi per descrivere i combattimenti nelle regioni ucraine che intende annettere come un attacco contro il territorio russo per giustificare una campagna di arruolamento a livello nazionale per difendere il paese». Gli esperti avvertono che a questo punto, la comunità internazionale non dovrebbe più escludere che il presidente russo possa usare armi tattiche nucleari come ultima risorsa. 

9.39 – Germania: «Mobilitazione parziale è passo grave e sbagliato»
La mobilitazione parziale in Russia annunciata dal presidente Vladimir Putin è «un passo grave e sbagliato», afferma il vice cancelliere tedesco, Robert Habeck.

9.24 – Kiev: «La Russia non ha raggiunto il suo obiettivo»
«Per oltre sei mesi di una guerra su vasta scala contro l’Ucraina, la Russia non è stata in grado di raggiungere il suo obiettivo. È successo grazie al coraggio della nazione ucraina e all’aiuto dei nostri partner internazionali», scrive su Twitter Andriy Yermak, capo dell’ufficio di presidenza ucraino, che ha anche postato l’immagine di una conferenza video avuta con i membri della Commissione di intelligence della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti.

9.18 – Shoigu: «Bacino totale della mobilitazione è 25 milioni di persone»
«La Russia ha un’enorme risorsa in termini di mobilitazione militare, un bacino di quasi 25 milioni di persone», afferma il ministro degli Esteri russo, Serghei Shoigu.

8.43 – Kiev: «Russia ha ancora bombardato Zaporizhzhia»
L’operatore nucleare ucraino Energoatom ha accusato la Russia di aver nuovamente bombardato il sito della centrale nucleare a Zaporizhzhia. «I terroristi russi l’hanno bombardato ancora durante la notte», riferisce Energoatom su Telegram.

8.36 – L’India prende le distanze del Cremlino. Plauso di Washington
Gli Stati Uniti hanno accolto con favore il commento del primo ministro indiano Narendra Modi al presidente russo Vladimir Putin, secondo cui non è il momento di fare la guerra, la risposta pubblica più netta di Nuova Delhi all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Modi ha parlato regolarmente con Putin dall’inizio della guerra in febbraio, cercando il dialogo e i colloqui di pace, ma senza condannare pubblicamente la guerra. Da anni il principale fornitore di difesa dell’India, la Russia è ora anche un grande fornitore di petrolio e carbone. «Credo che le parole del primo ministro Modi – una dichiarazione di principio a nome di ciò che ritiene giusto e corretto – siano state accolte con grande favore dagli Stati Uniti», ha dichiarato il consigliere per la sicurezza nazionale Jake Sullivan. «Tutti i Paesi dovrebbero seguire il principio che non si può conquistare il territorio del vicino con la forza», ha aggiunto. «Vorremmo che tutti i Paesi del mondo facessero proprio questo principio», ha detto Sullivan. «Possono farlo pubblicamente, se vogliono. Possono farlo in privato, se vogliono. Ma inviare questo messaggio chiaro e inequivocabile a Mosca in questo momento è la cosa più vitale che credo possiamo fare collettivamente per produrre la pace in quella regione». Modi aveva detto a Putin: «L’era di oggi non è un’era di guerra, e di questo le ho parlato al telefono», sottolineando che la democrazia, la diplomazia e il dialogo tengono insieme il mondo. Putin ha risposto di conoscere le preoccupazioni di Modi per il conflitto, aggiungendo: «Faremo di tutto per fermarlo il prima possibile». Molti diplomatici e funzionari statunitensi hanno visitato l’India dall’inizio della guerra per cercare di convincere i governanti della nazione sud-asiatica ad abbandonare gradualmente la dipendenza dalla Russia nella difesa e in altri settori.

8.22 – Macron contro gli Stati neutrali sull’ Ucraina: «Siete complici di un nuovo imperialismo»
Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha attaccato gli Stati rimasti «neutrali» sull’invasione russa dell’Ucraina, parlando ieri davanti all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, perché «stanno commettendo un errore storico». «Quelli che oggi restano in silenzio sono, in un certo modo, complici di un nuovo imperialismo», ha detto. Le azioni della Russia, ha spiegato, «aprono la strada ad altre guerre di annessione». Macron ha messo in guardia dalla «logica dei blocchi» e ha fatto appello alla «cooperazione» tra gli Stati. Non si tratta di «scegliere un campo», ma di difendere i «valori universali» della Carta delle Nazioni Unite, ha detto Macron. «Oggi dobbiamo fare una scelta semplice: quella della guerra o della pace». Rivolgendosi ai suoi omologhi, ha detto: «Siete contro o a favore del più forte, della sovranità e dell’integrità nazionale, contro o a favore dell’impunità?».

8.14 – Putin: «Decisione dell’operazione militare speciale inevitabile»
«La decisione dell’operazione militare speciale è stata inevitabile». Così il presidente russo, Vladimir Putin, in un discorso televisivo. «La liberazione dei territori del Donbass resta l’obiettivo- aggiunge il leader del Cremlino-. L’Occidente punta a indebolire e distruggere la Russia. useremo tuti i mezzi a disposizione per difenderci».

8.05 – Putin annuncia una parziale mobilitazione militare
Il presidente russo Vladimir Putin mercoledì ha annunciato una parziale mobilitazione militare, ha riferito l’agenzia di stampa statale russa Tass citando il canale Telegram.

7.50 – La Russia modifica l’arma Kalashnikov per accelerare il fuoco
La Russia ha modificato l’arma KalashnikovAK-12 che le sue forze armate utilizzano in Ucraina per accelerare il fuoco e dare ai soldati un maggiore controllo sulle modalità di fuoco, ha riferito l’agenzia di stampa statale RIA all’inizio di mercoledì, citando il presidente del produttore di armi. La versione dell’AK-12, che è entrata in servizio nel 2018, avrà il taglio della raffica a due colpi disabilitato e sarà dotata di un controllo bidirezionale delle modalità di fuoco, oltre che di un poggiaguancia regolabile, ha dichiarato a RIA il presidente della Kalashnikov Concern, Alan Lushnikov. «Nel più breve tempo possibile, abbiamo selezionato le soluzioni tecniche, realizzato un prototipo e lo abbiamo mostrato ai rappresentanti del Ministero della Difesa russo», ha dichiarato Lushnikov. Non ha detto quando l’arma ammodernata entrerà in servizio, ma solo che si trova nella fase di progettazione. Il fucile d’assalto AK-12 sviluppato da Kalashnikov, l’arma di dotazione generale delle forze armate russe, ha un calibro di 5,45 millimetri (mm) e una precisione migliorata rispetto alle versioni precedenti, tra le altre cose. Il produttore di armi Kalashnikov è stato sanzionato dagli Stati Uniti nel 2014, anno in cui la Russia ha invaso e annesso la penisola ucraina di Crimea. Quest’anno l’UE e il Regno Unito hanno imposto le proprie sanzioni contro Kalashnikov Concern. Il Presidente russo Vladimir Putin definisce l’invasione un'”operazione speciale” per smilitarizzare il suo vicino, mentre Kiev accusa Mosca di una presa di possesso del territorio in stile imperiale per riprendere un vicino filo-occidentale che si è scrollato di dosso la dominazione russa quando l’Unione Sovietica si è sciolta nel 1991.

07.25 – L’Osce: il risultato del referendum non avrà valore

«Mentre la guerra seguita all’invasione dell’Ucraina da parte della Federazione Russa continua, qualsiasi cosiddetto ‘referendum’ pianificato da o con il supporto delle forze che esercitano illegalmente il controllo de facto nei territori occupati dell’Ucraina violerebbe gli standard internazionali e gli obblighi previsti dal diritto internazionale umanitario». A scriverlo è l’Osce, l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, precisando che «il loro risultato non avrà valore legale». Le consultazioni che si svolgeranno tra venerdì 23 e il 27 settembre sono state annunciate in rapida successione ieri dalle autorità filo-russe nelle regioni ucraine di Luhansk, Donetsk, Kherson e Zaporizhzhya.

06.00 – Scholz: Putin rinuncia solo se non può vincere
«Putin rinuncera a questa sua aggressione imperialista solo se realizza che non può vincere». Lo ha dichiarato il cancelliere tedesco, Olaf Scholz, nel suo discorso all’Assemblea generale dell’Onu. «Per questo bisogno aiutare l’Ucraina a difendersi», ha spiegato. «L’azione di Putin è ingiustificabile, motivata solo dal suo desiderio di impadronirsi dell’Ucraina», ha denunciato Scholz, secondo il quale «l’autodeterminazione e l’indipendenza politica non contano per Putin. C’è solo una parola per questo. Questo è imperialismo puro e semplice». Nel suo primo discorso davanti all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, il leader tedesco ha sottolineato che «il ritorno dell’imperialismo non è solo un disastro per l’Europa» ma anche per l’intero ordine pacifico mondiale. Per questo ha insistito sul fatto che non si può essere «indifferenti» a questa guerra e al modo in cui finisce e ha sottolineato che l’Ucraina deve essere in grado di difendersi. «Ecco perché non accetteremo una pace dettata dalla Russia, né accetteremo alcun falso referendum», ha evidenziato riferendosi alle consultazioni indette dalle autoproclamate repubbliche popolari dell’Ucraina orientale e dal filo-russo amministrazioni nelle regioni di Kherson e Zaporizhia. Il messaggio di Scholz è quindi chiaro: «Siamo fermamente dalla parte di coloro che sono sotto attacco. Per la protezione della vita e della libertà degli ucraini e per la protezione del nostro ordine internazionale».

05.00 – Duda: “Sono convinto che Kiev vincerà”
Il presidente della Polonia, Andrzej Duda, si è detto convinto l’Ucraina prevarrà sulla Russia e ha assicurato che il suo Paese lavorerà affinché, in futuro, Mosca risarcisca la guerra e che i responsabili dell’invasione siano processati in tribunale. «Sono uno di quei politici che anche prima della guerra credevano che l’Ucraina si sarebbe difesa con successo. Oggi sono convinto che vincerà, che i profughi rientreranno, che l’Ucraina sarà ricostruita, che i suoi confini riconosciuti a livello internazionale saranno ripristinati, ha detto Duda nel suo discorso all’Assemblea generale delle Nazioni unite. «Il mio Paese, la Polonia, unendo le forze con i suoi alleati, farà tutto il possibile perché ciò avvenga», ha insistito, ribadendo inoltre il suo sostegno ai milioni di profughi del conflitto che sono arrivati nel suo Paese. Duda ha dedicato quasi tutto il suo intervento alla guerra in Ucraina, conflitto che, a suo avviso, la Russia sta già perdendo per aver fallito nel suo tentativo di «dominare una nazione libera, spezzarne lo spirito e disperdere il suo esercito». «Questa guerra, come in tutti gli altri conflitti nel mondo, deve essere persa dall’aggressore, e in questo caso è lo Stato russo», ha sottolineato. Il leader polacco ha attribuito la decisione di invadere l’Ucraina al «sentimento imperialista e colonialista» e ha avvertito che se la Russia vincesse, il prossimo obiettivo potrebbe essere «qualsiasi Paese del mondo». Pertanto, ha invitato tutti i governi a schierarsi con Kiev e sostenere «l’eroismo» con cui gli ucraini si stanno difendendo. Duda ha infine insistito sull’importanza di processare i responsabili di questo conflitto e ha sottolineato che la Russia deve risarcire l’Ucraina. In questo senso, il presidente della Lituania, Gitanas Nauseda, nel suo intervento ha chiesto l’istituzione di un tribunale internazionale speciale per perseguire i crimini di guerra commessi in Ucraina. «Dobbiamo garantire che tutti i responsabili di questo attacco senza precedenti all’Ucraina e alla pace e alla sicurezza europea siano portati davanti alla giustizia», ha insistito.

04.00 – Draghi: “Non possiamo rischiare una catastrofe nucleare”
«L’accordo sull’esportazione del grano ucraino è stato un momento di collaborazione importante tra le parti, per cui voglio ringraziare l’Onu, il Segretario Generale Guterres, la Turchia ha detto il premier italiano Mario Draghi in un passaggio del suo intervento all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, al Palazzo di vetro dell’Onu a New York. . Il nostro auspicio è che si possano raggiungere altri momenti di cooperazione, a partire dalla centrale nucleare di Zaporizhzhia. L’accesso alla centrale di una squadra di esperti dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica rappresenta un passo avanti. Ora è essenziale arrivare a qualche forma di demilitarizzazione dell’area. Non possiamo rischiare la catastrofe nucleare».

01.00 – Blinken: “Non riconosceremo mai le annessioni”
La Russia vuole procedere con referendum «farsa» in Ucraina: «Gli Stati Uniti e la comunità internazionale non riconosceranno mai alcuna annessione. Continuiamo a stare accanto alla popolazione ucraina». Lo twitta il segretario di Stato americano Antony Blinken.

00.15 – Zelensky: “Grazie Occidente per il sostegno contro i referendum”
«Ringrazio tutti gli amici e i partner dell’Ucraina per la loro massiccia e ferma condanna delle intenzioni della Russia di organizzare un altro pseudo-referendum» nei territori ucraini occupati. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel consueto videomessaggio serale.

00.10 – Borrell: “La Ue condanna i referendum illegali contro la sovranità di Kiev”
«La Ue condanna fermamente i piani per referendum illegali che vanno contro le autorità legali e democratiche dell’Ucraina e sono una violazione dell’indipendenza, sovranità e integrità territoriale dell’Ucraina in flagrante violazione del diritto internazionale». È la denuncia dell’Alto rappresentante Ue per la politica estera, Josep Borrell dell’annuncio dei referendum nelle regioni ucraine controllate dai russi. I risultati di questi referendum saranno considerati «nulli» e mai riconosciuti dalla Ue e dai suoi stati membri, ha aggiunto avvisando che questa mossa potrebbe portare a nuove sanzioni. «La Russia, i suoi leader e tutti quelli che sono coinvolti in questi referendum ed altre violazioni dei diritti in Ucraina saranno responsabili e si prenderanno in considerazioni altre misure restrittive contro la Russia», ha avvisato.

Ecco gli avvenimenti di martedì 20 settembre

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