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Energia, Sella (Cavalieri del lavoro): la transizione energetica resti prioritaria #adessonewsitalia


Sella

Puntare sulle rinnovabili, rimuovendo tutti gli ostacoli che fino a oggi hanno impedito all’Italia di crescere in questo settore. E’ il messaggio arrivato dalla Federazione nazionale dei cavalieri del lavoro, che oggi al Palazzo dei Congressi di Roma, ha dedicato il proprio convegno annuale al tema “Tecnologia e innovazione per una transizione energetica”.

Un tema, quello energetico, molto sentito anche durante la campagna elettorale e alla vigilia del voto, il presidente della Federazione nazionale dei Cavalieri del lavoro, Maurizio Sella ha voluto ricordare che il Governo guidato da Mario Draghi ha “fatto tanto, e bene, per fronteggiare le numerose emergenze che l’Italia si è trovata a dover affrontare nell’ultimo anno. Tutti questi sforzi non vanno vanificati. L’Italia è un grande Paese. Chiunque avrà responsabilità di governo sappia esserne all’altezza e contribuisca ad accrescere la stima e la reputazione che le nostre imprese si guadagnano in giro per il mondo”.

Secondo Sella tra gli impegni più gravosi e urgenti di cui si dovrà occupare il nuovo Governo ci sarà “senza dubbio la piena attuazione delle richieste del Pnrr. Ci auguriamo che non ci siano tentennamenti e che si percorra con puntualità, onestà e competenza la strada finora intrapresa. Con il Pnrr l’Europa ha saputo dare una risposta adeguata a un’emergenza senza precedenti. Lo ha fatto pensando innanzitutto alle nuove generazioni, alla Next Generation Eu”.

Per quanto riguarda il tema energetico il presidente dei Cavalieri del lavoro ha insistito molto sulle rinnovabili, ricordando che con il Governo Draghi “si è finalmente iniziato a liberalizzare l’installazione dei pannelli fotovoltaici, sono stati sbloccati undici parchi eolici, sull’installazione dei nuovi rigassificatori si sono date indicazioni certe e si è dato il via libera allo sfruttamento di fonti energetiche, come il geotermico, da anni accantonate. Un passo importante è stato anche il recente disaccoppiamento del prezzo dell’energia elettrica da quello del gas per le imprese interrompibili, fortemente energivore. Così come è stato molto importante il risultato raggiunto nella riduzione dalla dipendenza dal gas russo”.

A pesare sullo sviluppo delle energie rinnovabili è la burocrazia. Secondo i dati forniti nel convegno di ieri il 70% dei progetti sulle rinnovabili è bloccato per vincoli paesaggistici. “Spesso si arriva a dei parossismi. Chi vede più i vecchi tralicci? Nessuno”, ha detto Sella, “Mi chiedo quale sia il vantaggio di proteggere il paesaggio se poi si lascia bruciare, allagare e devastare dalle frane il nostro territorio e il pianeta. Gli impianti necessari, con le necessarie cautele, vanno realizzati. E in fretta”. Un ruolo strategico potrà essere svolto dal sud Italia, che secondo i Cavalieri del Lavoro “è nelle condizioni di creare energia e ricchezza. Il Sud potrà giocare il ruolo di hub strategico per l’Italia e per l’Europa”.

Per il presidente del Gruppo Centrale dei Cavalieri del Lavoro, Vittorio Di Paola “è per noi straordinariamente importante la prospettiva energetica. C’è la necessità che ci sia energia per far funzionare le aziende. E che tutto questo avvenga a prezzi compatibili, sennò altrimenti le imprese chiudono. Poi c’è il problema della sicurezza e quindi la transizione energetica. Andiamo verso un tempo in cui le emissioni di CO2 andranno praticamente a zero. Cosa che non sarà possibile realizzare in un tempo brevissimo, ma bisogna fare tutto il possibile per arrivarci. È uscito il numero del 2050. Si è parlato che l’Italia possa anticipare al 2040. Chiaramente è un processo molto complesso e molto duro da affrontare”.

Al convegno è intervenuto anche il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, che nel suo discorso di saluto si è soffermato sul Next Generation Eu, che ha definito come “l’opportunità che ha il paese per affrontare i suoi problemi strutturali partendo però dai suoi punti di forza che sono importanti. Siamo di fronte a sfide senza precedenti, ma anche a opportunità enormi di rilancio e trasformazione del Paese. L’Ue ci ha permesso di sostenere famiglie e imprese, di mettere in campo un grande piano di investimenti che per l’Italia costituisce una grandissima opportunità. Noi abbiamo riassunto nel Next Generation Rome i tre grandi assi del PNRR che riguardano sostenibilità, innovazione digitale e inclusione. Intorno a questi dobbiamo e possiamo collaborare, e pensiamo che la collaborazione tra le politiche pubbliche e le imprese sia decisive”.

Nel corso della mattinata l’emergenza energetica ha caratterizzato il dibattito tra i big italiani del settore. Per il presidente di Acciaierie d’Italia, Franco Bernabè la crisi energetica non è “staccata dalla guerra, ci sono state concause economiche e tecniche” dalla metà del 2021 che hanno “accelerato e spostato la domanda” e fatto “aumentare i prezzi” ma “senza la manipolazione del mercato da parte della Russia tutto ciò che abbiamo 2 / 2 visto, l’esplosione dei prezzi, non ci sarebbe stato. Le sanzioni pesano moltissimo ma chi ha dichiarato guerra all’Europa è stata la Russia con questi comportamenti del tutto irresponsabili. I russi pensano di averci messo in ginocchio ma ciò che ha detto Putin pochi giorni fa in modo inappropriato non deve spaventarci: tra tre anni la Russia non saprà dove mettere il gas e avrà problemi giganteschi. Noi tra 2/3 anni avremo i prezzi dell’energia che crolleranno. Dobbiamo resistere per i prossimi due anni, che saranno difficilissimi nonostante gli sforzi del governo “.

Nel corso della tavola rotonda “Evoluzioni delle rete e nuove frontiere tecnologiche” l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi ha ricordato che “sui 220/250 mln di metri cubi di gas che entrano in Italia, quello russo è pari a 15 mln: è niente.  In Europa vale 30 milioni su un’offerta di 1,5 miliardi di metri cubi: il gas russo non c’è più”. Secondo Descalzi quest’anno si riuscirà a sostituire poco più del 50% del gas russo “esattamente 9,7 miliardi, dal 2023 andremo all’80% con 17,6 miliardi e nel 2024 andremo in surplus. Il problema è che dal 2023 in poi abbiamo bisogno dei terminali di rigassificazione per riuscire ad aumentare e sostituire completamente. Se non arrivano i rigassificatori faremo molta più fatica”.

E proprio a proposito, l’amministratore delegato di Snam, Stefano Venier ha annunciato che per il 28 ottobre dovrebbe arrivare l’autorizzazione” per il rigassificatore a Piombino, spiegando che per questo sito “non bisogna fare una condotta in mare, la tratta che c’è può essere molto breve a Piombino è lunga solo 8km, non ce n’è un altro”. Lo stesso Venier si è poi soffermato sugli stoccaggi. “Si è fatto il massimo che si poteva per mettere in sicurezza il prossimo inverno”, ha dichiarato. “Oggi, come ieri stiamo iniettando in stoccaggio 60 milioni di metri cubi, che è il massimo che possiamo fare. Oggi siamo con gli stoccaggi pieni e infilare altro gas è più complicato”.

Si punta alle energie rinnovabili. Come ha sostenuto l’amministratore delegato di Terna, società che nei prossimi 10 anni investirà oltre 18 milioni di euro per abilitare lo sviluppo delle fonti rinnovabili. “A fine agosto le richieste di connessione alla rete di Terna sono pari a 280GW, circa 4 volte gli obiettivi che l’Italia si è data al 2030”, ha spiegato Stefano Donnarumma, “realizzare i 70GW previsti dal piano europeo Fit for 55 porterebbe a un risparmio di oltre 26 miliardi di metri cubi di gas, valore sostanzialmente pari alle quantità che il nostro Paese ha importato dalla Russia negli ultimi dodici mesi. È dunque fondamentale accelerare il più possibile i processi di autorizzazione degli impianti eolici e fotovoltaici, considerato anche che il costo effettivo dell’energia prodotta ad esempio da un impianto solare è di circa 5 volte più basso del valore registrato nei primi sei mesi dal Pun. Gli investimenti in infrastrutture elettriche hanno importanti ricadute economiche e occupazionali: un recente studio ha evidenziato come, nel loro complesso, tutti gli investimenti previsti in Italia per raggiungere gli obiettivi al 2030 potranno avere un impatto sul Pil pari a circa 500 miliardi di euro”

Anche per l’amministratore delegato e direttore generale di Enel Stefano Starace investire sulle rinnovabili è una delle soluzioni “e sicuramente è la soluzione che ci porta anche un po’ più in là nel futuro. Se ci saranno autorizzazioni più veloci e capacità di realizzare impianti  un po’ più incisiva rispetto al passato anche gli impianti di grandi dimensioni potranno finalmente dare il loro contributo”.

Anche le imprese si stanno organizzando di conseguenza. Leonardo: “Stiamo ridisegnando le nostre fabbriche con l’intelligenza artificiale”, ha detto l’amministratore delegato di Leonardo, Alessandro Profumo. “Puntiamo su un risparmio del 30% del consumo energetico, e per noi è un numero spaventoso. Contiamo di arrivarci nei prossimi cinque anni, ma spero anche prima, in tre anni”. Per il delegato di Confindustria per l’Energia, Aurelio Regina nel 2023 l’industria italiana rischia di pagare una bolletta energetica di 72 miliardi di euro, rispetto agli 8 miliardi del 2019. “Una situazione drammatica”, ha spiegato Regina, “che va affrontata quanto prima. Pagare l’energia 10 volte di più significa mettere un sistema in ginocchio”

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