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Gas, il governo pensa a un nuovo decreto per abbassare le bollette #adessonewsitalia


Gas, un nuovo decreto con aiuti a imprese e famiglie per abbassare le bolletteGas, un nuovo decreto con aiuti a imprese e famiglie per abbassare le bollette

Non si ferma la corsa dei prezzi dell’elettricità. In Italia, Francia e Germania si sono superati i 700 euro al megavattora. Nel nostro Paese il prezzo ha raggiunto il nuovo record di 718,71 euro. In salita anche i prezzi del gas, che sulla piattaforma Ttf di Amsterdam, hanno superato ieri 321 euro al megawattora. Livelli insostenibili per le imprese e rispetto ai quali il governo deciderà la prossima settimana quali misure prendere.

Secondo la viceministra dell’Economia, Laura Castelli, «ci sono margini per un nuovo decreto per calmierare gli effetti del prezzo del gas: ritengo che si debba intervenire nei prossimi giorni». I tecnici sono al lavoro, ma ci sono vari ostacoli da superare. La stessa Castelli dice che bisogna «agire su due piani». Sul primo, «va velocemente fissato un tetto al prezzo del gas», punto sul quale però è in corso «una battaglia in sede Ue».

L’altro piano è nazionale e riguarda il costo di nuovi aiuti a imprese e famiglie e la loro copertura, visto che un governo per gli «affari correnti» non potrebbe ricorrere a nuove tasse né a «scostamenti di bilancio», cioè ad aumenti del deficit. Ma ieri il ministro dello Sviluppo, Giancarlo Giorgetti, dopo aver detto che «con le sanzioni abbiamo dichiarato guerra economica alla Russia», ha ammonito Bruxelles che, senza un tetto al prezzo del gas, non resterebbe che lo «scostamento».

Si parte da due miliardi

Del resto, al Tesoro si stanno facendo i conti e le indiscrezioni che filtrano sono all’insegna della prudenza. È vero, spiegano, le entrate tributarie stanno andando meglio del previsto anche nel secondo semestre e quindi si potrebbe attingere qui per nuovi sostegni all’economia, come si è fatto per gli ultimi provvedimenti, finanziati con le maggiori entrate della prima parte dell’anno, ma al momento si potrebbe contare solo su un paio di miliardi. Certo, anche nel caso del dl Aiuti bis, il governo è partito basso e poi ha stanziato ingenti risorse. Stavolta, però, la distanza rispetto alle necessità è molto ampia. Ma sono in corso anche riflessioni sullo strumento più idoneo da usare: si dovrebbe varare un nuovo decreto legge, in modo che entri subito in vigore, e poi «travasarlo» come emendamento al decreto legge Aiuti bis, atteso in aula al Senato il 6 settembre e poi alla Camera il 13 per l’approvazione definitiva.

Proroga del taglio delle accise

Quanto ai contenuti delle nuove misure contro il caro bollette, le decisioni verranno prese la prossima settimana. Sul fronte dei carburanti sì dà invece per scontata la proroga del taglio delle accise, visto che quello vigente scadrà il 20 settembre. Per questo provvedimento, tra l’altro, non serve un decreto legge, ma basta un semplice decreto interministeriale. Il costo è di circa un miliardo di euro per ogni mese di proroga. Ma più urgente e allo stesso tempo complicato si presenta il fronte bollette. L’azzeramento degli oneri di sistema e il credito d’imposta prorogati nel decreto Aiuti bis appaiono a questo punto insufficienti a calmierare l’impennata dei prezzi. Il governo Draghi chiede da tempo che il problema venga affrontato a livello europeo fissando appunto un tetto al prezzo del gas, ma finora senza successo.

Su questo è intervenuto il leader della Lega, Matteo Salvini, dicendo che l’Italia non può aspettare Bruxelles e chiedendo al presidente del Consiglio, Mario Draghi, di convocare Eni, Enel, A2a, le aziende produttrici di petrolio e le raffinerie per concordare con loro a livello interno un tetto all’aumento del gas. Il capo di Azione, Carlo Calenda, rilancia invece un’altra ipotesi: che il Gse (Gestore dei servizi energetici) acquisti a un prezzo calmierato solo l’energia prodotta da fonti rinnovabili, il cui prezzo è stato finora agganciato a quello del gas (nonostante quella derivata dalle rinnovabili costi molto meno) e la giri alle imprese energivore, così da aiutarle a superare questo difficile momento.

Infine, Confimi Industria chiede al governo «prestiti garantiti dallo Stato per pagare le bollette» e la Fiom-Cgil l’apertura di un tavolo per evitare che le aziende si fermino e i lavoratori finiscano in cassa integrazione.

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