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Assegno unico fino a 200 euro, aiuti per il caro-bollette e tassa su Amazon: le misure della Manovra #adessonewsitalia

«Dimostriamo che, come promesso, le nostre priorità sono combattere il caro bollette e l’inflazione, ma è evidente che c’è anche tanto altro da fare, specie per i più deboli, giovani e anziani». A poco più di una manciata di ore dall’approdo nel consiglio dei ministri di lunedì (o al più tardi di martedì), ieri Giorgia Meloni ha convocato a palazzo Chigi i capigruppo di maggioranza e i suoi due vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini per fare il punto su una manovra che, come annunciato, varrà 30 miliardi di euro (di cui 22 in deficit impiegati, appunto, per contrastare l’aumento dei prezzi dell’energia) e – con gli occhi dell’Europa ben vigili – risponderà all’assoluta «prudenza» e la necessità di tenere «i conti in ordine» rimarcata dal premier ai suoi.

Un momento di confronto incentrato su «tempistica» e «contenuti» della manovra a detta del fedelissimo Giovanbattista Fazzolari, utile a presentare alcune delle novità che – salvo sorprese – finiranno nel testo e ascoltare eventuali proposte di modifica. Sui primi soprattutto, il premier e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, hanno chiarito la necessità di agire con urgenza, in vista della scadenza di fine anno. Dopo il via libera del Cdm infatti, il ddl deve passare in esame alla commissione Bilancio della Camera per poi approdare in Aula intorno al 20 dicembre. Seguirebbe poi un passaggio formale in Senato per il via libera definitivo a ridosso di Natale. Quasi sul filo del rasoio. 

I CONTENUTI

La linea d’azione descritta dal duo Meloni-Giorgetti è triplice e affianca alla parte più corposa (e a questo punto più nota) sull’energia, una serie di iniziative su fisco, pensioni e soprattutto natalità, con ben un miliardo destinato al «pacchetto famiglia» per la maggiorazione dell’assegno unico sui figli. Per quanto riguarda la linea di sostegno energetico – che potrebbe beneficiare anche di ulteriori 4 miliardi di euro dai fondi di coesione non spesi – è pensato come un «mix di aiuti», spiega il sottosegretario all’economia Federico Freni: da una parte si lavora per confermare lo sconto benzina, il bonus sociale ed i crediti di imposta, dall’altra sono allo studio dei ristori ad hoc per settori specifici. 

Sul fronte fiscale invece, posto l’accantonamento del cosiddetto “scudo fiscale” per il rientro dei capitali dall’estero, accanto al taglio di tre punti percentuali del cuneo (con una spesa di 3,5 miliardi di euro) e all’estensione della flat tax al 15% agli autonomi fino a 85 mila euro, si profila – proprio in virtù del «faro» su chi ha meno di cui ha parlato Meloni ai suoi – la possibilità che l’Iva abbassata al 5% sui prodotti per l’infanzia e l’igiene intima femminile (cioè gli assorbenti) impiegando quasi mezzo miliardo di euro per dare «un primo segnale» al Paese. Sembrerebbe invece in bilico la possibile eliminazione dell’Iva da pane e pasta ventilata durante l’incontro (anche per un solo anno). A spuntare potrebbe invece essere una cosiddetta “tassa Amazon”, e cioè un’imposizione fiscale sugli acquisti effettuati online e consegnati a domicilio con l’obiettivo di favorire il commercio di prossimità.

Risorse aggiuntive che in ogni caso arriveranno dalla revisione degli extra-profitti delle aziende energetiche (con un calcolo basato sugli utili e un innalzamento al 33%) e soprattutto dalla prevista rimodulazione del Reddito di cittadinanza. La misura simbolo del M5S verrà «lentamente smembrata» spiega il capogruppo alla Camera di FdI Tommaso Foti. Il come è ancora in corso di definizione, ma potrebbe tradursi nell’abrogazione del sussidio tra sei mesi a tutte le persone ritenute “occupabili” e per tutti coloro che, «dopo una verifica a tappeto» invocata dal premier, dovessero percepirlo senza trovarsi realmente in Italia. 
Sul fronte pensionistico, con grande soddisfazione leghista, invece si va verso “quota 103” (62 anni d’età e 41 di contributi), con in più un primo adeguamento delle pensioni minime (a mille euro ci si arriverà entro la fine della legislatura), la proroga dell’Ape sociale e di Opzione donna. E di proroga si parla anche per quanto riguarda il cosiddetto “bonus casa” per l’acquisto di una prima abitazione da parte degli under 36. Proprio a sostegno dei giovani inoltre, i capigruppo di Forza Italia Cattaneo e Ronzulli hanno chiesto la detassazione totale per i nuovi assunti under 34 per 2-3 anni. Un provvedimento che però, in prima battuta, viene azzoppato da fonti di FdI che lo definiscono «importante ma meno prioritario di altri».
 

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